Come faccio a festeggiare il Natale, se il mio cuore soffre?

Come faccio a festeggiare il Natale, se il mio cuore soffre?

Natale tristezza
Quando si avvicina il Natale, possiamo correre un rischio, anche se siamo cristiani: credere che sia la festa delle persone “felici”, di chi ama cucinare, cantare, o semplicemente trascorrere del tempo in allegria con parenti e amici. E se viviamo un momento difficile? Se stiamo passando un brutto periodo, potremmo pensare che, quest’anno, il Natale “non ci riguarda”. Si dice spesso che il tempo delle feste è molto difficile, per chi sta attraversando una fase dolorosa della vita, che può essere un lutto, la perdita del lavoro, una malattia, la fine di una relazione, una delusione famigliare o in amicizia. La vita è costellata di piccole e grandi croci: potremmo sentirci così stanchi, schiacciati dalla vita o vuoti da provare solo un terribile fastidio per il Natale. Se ci troviamo in questa situazione, però, dovremmo sapere che mai come ora Gesù nasce proprio per noi: Natale, infatti, è la festa di chi brancola nel buio, ma cerca ancora la Luce. Il Natale del Signore è molto più del “clima natalizio” Forse non riusciamo a comprendere il vero senso del Natale: intorno a noi, fervono i preparativi di chi organizza il pranzo, le strade si riempiono di persone intente a comprare i regali, le pubblicità e i negozi si tingono di rosso e essere felici, in questo periodo, sembra quasi obbligatorio. Altrimenti, sei fuori dal coro. Se non metti la maglia con la renna, se non posti l’albero di Natale, sei escluso dal clima natalizio e dalla magia. E no: la magia non è per tutti. Come può, ad esempio, una madre che ha appena perso un figlio, non provare ancora più dolore vedendo le luci accendersi in ogni dove? Soffrirà anche di più: è inevitabile. Se il Natale è questo, chiunque scapperebbe, se sta affrontando un momento difficile. Come? Chiudendosi in casa e nel proprio tormento; lasciando che gli altri facciano festa; aspettando, con ansia, che questo periodo passi e il mondo torni grigio come prima, un po’ per tutti.
Gioia del Natale

Eppure, c’è un’altra via…

Possiamo fare una scelta diversa: accogliere veramente la nascita del Signore, Gesù, un Dio-bambino, che si fa piccolo proprio per passare attraverso le crepe del mio cuore sminuzzato. Natale non è scegliere tra il Pandoro e il Panettone, è riconoscere che Dio è entrato nella storia e oggi vuole entrare nella mia vita, per cambiarla, per tramutare l’acqua in vino, per portare consolazione dove nessun altro può.

Hai mai fatto esperienza di Dio?

Hai mai conosciuto Dio, che si fa uomo per servire, per far sentire la sua presenza reale, dolce e forte al tempo stesso? Lo hai mai incontrato? Perché Dio è vivo. Non è una statuina, non è perso chissà dove nell’Universo. È vivo. Qui. Ora. Per te. Questo celebriamo a Natale: il Dio con noi, l’Emmanuele. Il Dio-con-noi, non “per modo di dire”, ma davvero. Significa che tutto ciò che ti accade lui vuole viverlo con te. E allora, lo consideri il tuo primo confidente? “Ma tanto non ascolta”, “Eh, se esistesse, non avrebbe permesso questa disgrazia”, “Non merito di essere ascoltato/a”, “Ho perso la fede”: quante motivazioni possiamo avere per non metterci in ginocchio davanti a quel bambinello!

Se vuoi che sia Natale davvero, provaci.

Fatti un regalo vero, per una volta. Esci di casa o dal negozio, dove sei entrato/a solo per omologarti a ciò che la società chiede in questo periodo, entra in una chiesa. Forse, troverai un presepe. Consegna a quel bambino il tuo macigno. Piangi con lui: Dio non ha paura del tuo pianto e, soprattutto, non gli è indifferente. Poi, sosta davanti al tabernacolo: Gesù è lì; il suo cuore pulsa innamorato e dolorante nell’Eucaristia. Per te. Ti attende, per darti la luce che illumina davvero, per cambiare l’angoscia in vera pace, per indicarti il cammino, anche se tu vedi solo una strada interrotta per sempre.

Lui vive e quella stessa vita vuole darla a te. Se lo cerchi veramente, il tuo Natale più odioso potrebbe trasformarsi nel Natale più intenso e veritiero. Non pensare ai dolci e agli addobbi, se non ti va. Non è questo l’essenziale. Però, apri il cuore a Gesù. Sperimenterai che davvero “scende dalle stelle”: non per restare chiuso nelle note di una canzone, ma per cantare dentro di te.

Come faccio a festeggiare il Natale, se il mio cuore soffre?

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