Liturgia del giorno: 1 gennaio 2026

Liturgia del giorno: 1 gennaio 2026

Maria Santissima Madre di Dio

Testi tratti dal Messalino “Sulla Tua Parola” gennaio-febbraio 2026

Vestitino bianco

Maria santissima Madre di Dio (s)
propria

PRIMA LETTURA

Dal libro dei Numeri (Nm 6,22-27)
Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro: Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”. Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò». – Parola di Dio.

Commento alla prima lettura

Dio vuole che il suo popolo sia benedetto, e dà grande importanza a queste benedizioni. Rivestire il prossimo della benevolenza di Dio significa avvolgerlo di bontà e di amore, supplicando l’Onnipotente che la persona benedetta viva sempre nella grazia divina. Scrive san Porfirio: «L’uomo possiede forze tali da poter trasmettere il bene o il male al proprio ambiente. Dobbiamo guardare ogni cosa in modo benevolo. Non dobbiamo mai pensare male degli altri; anche un solo sguardo, un solo sospiro, influisce sugli altri. Anche la minima indignazione è dannosa. Dobbiamo avere nella nostra anima bontà e amore: queste sono le cose da trasmettere. Quando facciamo cattivi pensieri, una potenza maligna esce da noi e si trasmette all’altro, allo stesso modo in cui si trasmette la voce con le onde sonore, e l’altro ne subisce veramente un danno. Cristo non vuole mai il male. Al contrario, raccomanda: benedite coloro che vi maledicono». Dunque, la benedizione non è semplicemente un augurio, ma quando benediciamo succede sempre qualcosa, perché trasmettiamo all’altro la bontà e la potenza di Dio.

SECONDA LETTURA

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (Gal 4,4-7)
Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli. E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: «Abbà! Padre!». Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio. – Parola di Dio.

Commento alla seconda lettura

L’inciso «nato da donna» sembra secondario, una nota di passaggio o scontata, e invece riveste la massima importanza. Che Dio sia superiore a qualsiasi cosa creata è facile da intendere; che viva nella sua trascendenza infinita anche, ma che Dio nasca da una donna di carne e ossa, questo è fuori da ogni logica: per accogliere questo mistero occorre una fede assoluta. Tuttavia, proprio questa è la grandezza di Dio: per entrare in relazione vera con l’uomo si fa uomo egli stesso e accetta di partire dall’inizio (concepimento e nove mesi di vita nel grembo della Vergine Maria). Avete mai meditato sul fatto che Dio è pienamente Dio anche quando è di poche cellule nel ventre materno? Che egli è l’eterno anche quando vive nascosto nel corpo di Maria? Dare a Dio una madre umana è qualcosa di grandioso, che ci lascia senza fiato. Ed è proprio con questa benedetta “apnea” che iniziamo il nuovo anno… Durante tutto l’anno, manteniamo sempre questo senso di mistero che ci supera; adoriamo Gesù in Maria, amiamo Maria Madre di Gesù. Gesù ha voluto avere Maria per madre. Anche noi lo vogliamo.

VANGELO

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,16-21)
In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo. – Parola del Signore.

Commento al Vangelo

Due atteggiamenti emergono nel brano del Vangelo di oggi: la gente che si stupisce del racconto dei pastori e la Madre che medita nel suo cuore. Al popolo i pastori avevano detto che un angelo aveva indicato in quel bambino il famoso Messia, e che tale rivelazione era stata confermata da una marea di angeli festanti apparsi improvvisamente in cielo. Chi non si meraviglierebbe all’udire cose simili? Per contro, l’umile Vergine Maria contempla il suo Dio nel bambino che ora ha bisogno della sua protezione, della sua cura e del suo amore materno. “Meditare” significa non lasciare che le cose passino senza lasciare traccia, impone il rincorrere il significato delle cose, comporta l’immergersi nella realtà che Dio ci presenta, senza pretendere di essere sempre i registi della nostra vita. L’esultanza e la meditazione sono i due comportamenti che ci devono accompagnare quando si tratta di cose che vengono da Dio. Il cristiano, pertanto, è sempre un contemplativo che medita in modo spirituale gli eventi e al tempo stesso è persona sempre capace di cogliere nell’entusiasmo della fede la venuta del Salvatore. Vita contemplativa e vita attiva si fondono insieme diventando semplicemente vita cristiana.

Liturgia del giorno: 1 gennaio 2026

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scroll to top
Le tue preferenze cookie

Questo sito web utilizza i cookie

Utilizziamo i cookies per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Acconsenta ai nostri cookies se continua ad utilizzare il nostro sito web.

Salva
Rifiuta