Liturgia del giorno: 6 gennaio 2026

Liturgia del giorno: 6 gennaio 2026

Adorazione dei Magi

Testi tratti dal Messalino “Sulla Tua Parola” gennaio-febbraio 2026

Vestitino bianco

Epifania del Signore (s)
propria

PRIMA LETTURA

Dal libro del profeta Isaìa (Is 60,1-6)
Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te. Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere. Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio. Allora guarderai e sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te, verrà a te la ricchezza delle genti. Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Mà­dia­n e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore. – Parola di Dio.

Commento alla prima lettura

Il profeta Isaìa si rivolge a Gerusalemme e la invita ad alzarsi e a rivestirsi di luce. È un’immagine forte: il mondo è avvolto nella tenebra e nella nebbia fitta, ed ecco che, all’improvviso in questo immenso notturno silenzio, si accende da qualche parte una grande luce. Tutti istintivamente si volgono verso di essa, perché noi senza luce non possiamo stare. E vedendo questa fonte luminosa si sentiranno attratti, e si metteranno tutti in cammino, per poter vivere sempre alla luce di questa grandiosa lampada. È una metafora, che annuncia una realtà. Realmente un giorno sorgerà a Gerusalemme (anzi, a Betlemme) la luce del mondo, realmente tutti ne verranno a conoscenza. Chi non si metterà in cammino per ricercarla, rimarrà nel buio. La luce vera è Cristo, le tenebre sono i peccati. I Magi interpretarono le stelle e partirono alla ricerca della luce di Cristo e la trovarono. Dal Cristo in poi questo cammino è interiore: anche la nostra vita cristiana è un continuo passaggio dalle tenebre del peccato alla luce della grazia. Isaìa annuncia a tutti, oggi, che la luce si è accesa.

SECONDA LETTURA

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (Ef 3,2-3a.5-6)
Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero. Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo. – Parola di Dio.

Commento alla seconda lettura

L’apostolo Paolo chiarisce il contenuto della prima lettura del profeta Isaìa. Il “mistero” non è solo una grande luce accesa in una città, ma è il disegno di Dio, un progetto, che all’inizio non era evidente, ma che con la venuta del Salvatore si è finalmente rivelato. Paolo lo afferma con ispirata convinzione: il disegno di Dio è che tutte le nazioni, tutti gli uomini formino un popolo solo, tutti figli di Dio e guidati da un solo pastore, il Signore Gesù. In altre lettere dirà che non c’è più giudeo né greco, non c’è più né uomo né donna, perché tutti noi siamo uno in Cristo. Userà anche il paragone di un corpo solo ma con molte membra, ecc. Se questo è il piano universale dello Spirito Santo, noi siamo chiamati a realizzarlo amandoci gli uni gli altri, senza alcuna distinzione. Questa unità è avvenuta? Questo progetto si è realizzato? Non ancora e lo vediamo guardando come vanno le cose nel mondo. Tuttavia, questo non significa che il progetto sia sbagliato e che la corsa si debba fermare. Siamo noi i primi che dobbiamo credere a quest’opera che è in atto e lavorare con convinzione per realizzarla.

VANGELO

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 2,1-12)
Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese. – Parola del Signore.

Commento al Vangelo

La parola greca “epifania” significa “manifestazione”. In senso religioso si intende: «Manifestazione della divinità in forma visibile». Fino a quel momento solo Maria e Giuseppe avevano visto e adorato Dio nel bambino Gesù, insieme a pochi pastori della zona. Ma, a parte loro, tutto era ancora avvolto nel segreto. Arrivano tre nobili personaggi dall’estero e scombussolano la reggia di Erode con i capi d’Israele: ora si viene a sapere che quello che doveva nascere a Betlemme è finalmente nato. Ma subito arriva anche la separazione, la scelta: o con Gesù o contro di lui. I Magi vanno, riconoscono la manifestazione e adorano l’incredibile: Dio che si è fatto uomo. Sono felicissimi («provarono una grandissima gioia») e non solo per loro, ma anche per il mondo intero, perché se Dio è Dio, allora è per tutti (ecco il collegamento con le letture precedenti). Erode invece manda dei sicari per eliminarlo, dal momento che un presunto nuovo re minaccia il suo trono. Notiamo: la manifestazione non avviene con segni spettacolari, perché va accolta nella fede, e questo è vero anche oggi: in ogni santa Messa, celebrata anche nell’ultima parrocchia di campagna, Gesù si mostra, viene, si dona.

Liturgia del giorno: 6 gennaio 2026

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