Testi tratti dal Messalino “Sulla Tua Parola” gennaio-febbraio 2026
Battesimo del Signore (f) (A)
Propria
PRIMA LETTURA
Dal libro del profeta Isaìa (Is 42,1-4.6-7)
Così dice il Signore: «Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni. Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta; proclamerà il diritto con verità. Non verrà meno e non si abbatterà, finché non avrà stabilito il diritto sulla terra, e le isole attendono il suo insegnamento. Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano; ti ho formato e ti ho stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre». – Parola di Dio.
Commento alla prima lettura
Nel libro di Isaìa si trova la figura del cosiddetto “Servo di Jahvè”, che chiaramente indica il Signore Gesù, il quale sarebbe venuto dopo secoli. In questo passo ciò che emerge è la franchezza e il coraggio con il quale questo Servo proclamerà la sua dottrina, che viene chiamata per tre volte “il diritto” di Dio. Cosa vuol dire che il Messia porterà sulla terra il diritto? Significa che dirà la verità delle cose, enuncerà in modo autentico quello che è giusto e quello che è ingiusto, quello che è bene fare e quello che è bene evitare. Ma – si dirà – non c’era già la legge di Mosè? Il decalogo era già il diritto dato da Dio, che bisogno c’era di altro? La legge c’era, certamente, ma gli uomini vi avevano aggiunto tante altre norme umane e inventate, tanto che alla fine non si riconosceva più il vero nucleo, che è la fiamma dell’amore del Padre. Ecco allora che viene Gesù, il legislatore in persona, e, come tale, autentico interprete della volontà del Padre. Da quel momento in poi, chi obbedisce a Gesù vive pienamente “dentro” il diritto, dentro la legge, che è la legge dell’amore.
SECONDA LETTURA
Dagli Atti degli Apostoli (At 10,34-38)
In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti. Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui». – Parola di Dio.
Commento alla seconda lettura
San Pietro, ripensando a quanto successo nella vita di Gesù, ci dice che nel giorno del battesimo nel fiume Giordano, a opera del Battista, il Signore fu consacrato in Spirito Santo e potenza. Sorge naturalmente una domanda: forse prima del battesimo, nei trent’anni di vita nascosta a Nàzaret, Gesù non aveva lo Spirito Santo e non aveva potenza? Certo che sì: egli è Dio da sempre. Nel battesimo, tuttavia, lo Spirito Santo scende ancora su di lui sotto forma di colomba. Non che questo operi un “aumento” di Spirito in Cristo, ma tale nuova venuta è una conferma del Padre perché il Figlio venga consacrato in modo speciale per la missione che dovrà compiere. Fino ad allora, infatti, il Verbo di Dio se ne stava nascosto a Nàzaret, nessuno lo conosceva; dal battesimo in poi si manifestano in lui tutte le forze del bene (la potenza) per strappare le anime al diavolo e condurle nel regno di Dio. Il Padre interviene in maniera visibile (si udì anche la sua voce) perché con questa consacrazione sulle rive del Giordano si apre la grande missione di salvezza a opera dell’unico Salvatore, il Signore Gesù.
VANGELO
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 3,13-17)
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento». – Parola del Signore.
Commento al Vangelo
Il Padre parla, lo Spirito scende, il Figlio si lascia consacrare per compiere la propria missione di Salvatore. La divina Trinità è tutta lì, presente, e vivificante. Si comincia l’opera, che non è semplicemente la salvezza dell’uomo, ma la sua divinizzazione. Tale cammino, infatti, culminerà nel giorno di Pentecoste in cui lo Spirito “scenderà” anche sugli uomini, facendo di loro dei portatori dello Spirito Santo, degli annunciatori della divina rivelazione, dei martiri della fede. Guardiamo quindi il battesimo di Gesù non solo in funzione del peccato degli uomini da riparare, ma anche in quanto in Gesù Dio ci mostra l’uomo perfetto, la persona divino-umana che dobbiamo diventare anche noi, attraverso la fede, la speranza e la carità. Sant’Isacco il Siro scrive che l’incarnazione si sarebbe verificata anche se Adamo non avesse peccato perché «se l’incarnazione fosse determinata dalla caduta, la venuta del Signore “dipenderebbe” da Satana; cosa che non è pensabile». Oggi, giorno del battesimo, Gesù si mostra a tutti per quello che è, e nel suo amore infinito per gli uomini egli ci invita a diventare come lui, ricolmi di Spirito Santo e oggetto del compiacimento del Padre.


