Liturgia della domenica: 13 luglio 2025

Liturgia della domenica: 13 luglio 2025

Buon samaritano

Testi tratti dal Messalino “Sulla Tua Parola” luglio-agosto 2025

Colore liturgico verde

15ª domenica del Tempo Ordinario (C)
3ª sett. salt.

PRIMA LETTURA

Dal libro del Deuteronòmio (Dt 30,10-14)
Mosè parlò al popolo dicendo: «Obbedirai alla voce del Signore, tuo Dio, osservando i suoi comandi e i suoi decreti, scritti in questo libro della legge, e ti convertirai al Signore, tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta l’anima. Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: “Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Non è di là dal mare, perché tu dica: “Chi attraverserà per noi il mare, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica». – Parola di Dio.

 

Commento alla prima lettura

Quando Dio chiede al popolo eletto di obbedire, gli sta dicendo in maniera molto chiara che deve semplicemente ascoltare la sua voce, che lo conduce verso la via della vita e della felicità. Il Signore ti rivolge lo stesso invito, ma ti starai chiedendo come è possibile ascoltare e riconoscere la voce dell’Altissimo? In realtà non è difficile, perché se impari ad ascoltare la voce del tuo cuore dopo un po’ di esercizio riuscirai a riconoscere la voce di Dio che parla attraverso la tua coscienza, che ti spinge a vivere e a comportarti bene. Dunque, sei chiamato a obbedire alla voce di Dio per sperimentare la vera libertà; infatti, solo quando lo ascolti e metti in pratica la sua volontà, sperimenti una grande pace, che nessuno può darti.

SECONDA LETTURA

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési (Col 1,15-20)
Cristo Gesù è immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione, perché in lui furono crea­te tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potenze. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono. Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa. Egli è principio, primogenito di quelli che risorgono dai morti, perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose. È piaciuto infatti a Dio che abiti in lui tutta la pienezza e che per mezzo di lui e in vista di lui siano riconciliate tutte le cose, avendo pacificato con il sangue della sua croce sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli. – Parola di Dio.

Commento alla seconda lettura

I cristiani della comunità di Colossi erano molto sensibili a quelle filosofie misteriche in cui si cercava di definire in cosa consistesse la pienezza dell’essere nell’universo. Paolo dice loro che Gesù Cristo è l’unica vera pienezza, cioè è colui in cui si ricapitola ogni cosa e in cui ogni essere trova il senso della sua esistenza. Molti uomini e donne di oggi sono sempre alla ricerca di dottrine nuove che possano solleticare la loro sete di mistero, non troveranno nulla, se non quello che già le Scritture dicono chiaramente: solo in Cristo si trova la risposta a ogni domanda dell’uomo. Egli è il primogenito dei morti: in lui si è manifestata in pienezza quella vita che Dio ha donato prima al suo Figlio e che, in un giorno da lui stabilito, sarà anche la nostra vita.

VANGELO

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,25-37)
In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai». Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così». – Parola del Signore.

Commento al Vangelo

Questa parabola, universalmente conosciuta, ha sempre qualcosa da insegnarti. Anzitutto, ciò che uccide la carità e l’amore per gli altri, spesso e volentieri, è la fretta e la paura. Troppe volte corri talmente tanto nella tua vita da non accorgerti di chi ti sta accanto e muore piano piano, senza fare rumore. Una tua parola, un tuo sorriso o una stretta di mano sarebbe come balsamo versato su quelle ferite, ma la fretta, purtroppo ti acceca. Devi avere anche tu il coraggio di fermarti, di perdere il tuo tempo per gli altri: l’amore è realmente tale solo quando ti permette di donare qualcosa di te. E poi, non avere paura di amare, perché pensi che gli altri possano usarti o ingannarti. Nell’amore non c’è mai paura o timore.

Liturgia della domenica: 13 luglio 2025

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