Liturgia della domenica: 21 dicembre 2025

Liturgia della domenica: 21 dicembre 2025

Avvento

Testi tratti dal Messalino “Sulla Tua Parola” novembre-dicembre 2025

Liturgia della domenica colore viola

4ª domenica di Avvento (A)
4ª sett. salt.

PRIMA LETTURA

Dal libro del profeta Isaìa (Is 7,10-14)
In quei giorni, il Signore parlò ad Àcaz: «Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall’alto». Ma Àcaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore». Allora Isaìa disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele». – Parola di Dio. 

Commento alla prima lettura

Com’è diverso l’atteggiamento di Maria santissima da quello del re Àcaz! La Vergine ascolta l’angelo, chiede umilmente spiegazioni, si atteggia in modo positivo (e la domanda era incredibile: diventare la madre di Dio!) e accoglie docilmente il mistero ineffabile della divina incarnazione. Ad Àcaz viene chiesto molto meno e avrebbe potuto avere il segno giusto per salvare il suo popolo nella guerra che stava conducendo contro gli eserciti nemici. Ma l’uomo orgoglioso chiude il cuore, non vuole interferenze esterne, anche se queste dovessero venire dall’alto. In questo caso Àcaz si comporta da ateo, da uomo autosufficiente che crede solo in quello che vede. Sarà la sua rovina. Il segno verrà dato lo stesso, perché Dio supera in generosità la grettezza degli uomini, e quanto accadrà supererà ogni aspettativa. Emmanuele significa “Dio con noi”, e qui si parla del Dio uomo che verrà, Gesù Cristo nostro Signore. Impariamo allora a essere semplici, umili, a cogliere i segni dei tempi e ad accogliere quello che è stato dato per sempre: l’Emmanuele, Dio con noi nella Chiesa e nell’Eucaristia.

SECONDA LETTURA

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (Rm 1,1-7)
Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio – che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo –, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo! – Parola di Dio.

Commento alla seconda lettura

In poche righe di presentazione e di saluto, Paolo esprime tutto il mistero della salvezza che si opera in Cristo Gesù. L’inizio della lettera ai Romani è portentoso: viene detto che quel Gesù, di cui parlerà nel suo scritto, è stato costituito Figlio di Dio con potenza in virtù della risurrezione dai morti. E questo è il centro di tutto: la risurrezione dai morti. Proprio grazie a questo atto i cieli sono aperti e l’uomo può essere salvato. Infatti, se Cristo non fosse risorto, vana sarebbe la nostra fede. L’apostolo quindi invita i Romani a leggere tutto il seguito dei suoi argomenti avendo bene in testa che Cristo ha già superato morte e che noi siamo chiamati ad avere fede in lui. Questo insegna anche a noi ad argomentare a riguardo di Gesù: non esprimiamo opinioni, punti di vista personali, vaghe ipotesi, ma fondiamo ogni nostro discorso sul fatto che Gesù, uomo Dio, è risorto dai morti e che quindi anche la nostra morte acquista il vero senso se entriamo in contatto con lui per mezzo della fede. Questa è una certezza, tutto ruota attorno a questo fatto sicuro e definitivo.

VANGELO

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 1, 18-24)
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa. – Parola del Signore.

Commento al Vangelo

L’evangelista Matteo cerca sempre di collegare le profezie dell’Antico Testamento con gli avvenimenti della storia di Cristo. Egli nacque in quel modo perché si compisse quanto era stato scritto. Come a dire: non ci sono novità, la cosa era già prevista e ora è avvenuta. Anche Giuseppe conosceva la profezia di Isaìa, ma non si aspettava che sarebbe stato lui, umile falegname, a essere coinvolto in questo evento! In un certo senso, anche Giuseppe dà il suo assenso, come Maria aveva fatto qualche mese prima con il suo “fiat”. Al «si compia in me» di Maria fa seguito, una volta informato, il «si compia in me» di Giuseppe. Egli entra umilmente nel progetto di Dio, accogliendo la stupefacente novità di essere padre putativo di Cristo. La grandezza di Giuseppe! Amiamo questo meraviglioso santo della Chiesa, questo grandioso collaboratore del piano di Dio, cui dobbiamo tanto! È vero che fa tutto Dio, è vero che la madre di Dio è Maria, ma senza Giuseppe come avrebbe potuto Maria compiere la propria missione? Dunque, nella nostra preghiera e nella nostra gratitudine non separiamo mai la Sacra Famiglia, ma consideriamoli sempre insieme e uniti docilmente nel progetto salvifico di Dio Padre.

Liturgia della domenica: 21 dicembre 2025

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