Testi tratti dal Messalino “Sulla Tua Parola” novembre-dicembre 2025
Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe (f) (A)
propria
PRIMA LETTURA
Dal libro del Siràcide (Sir 3,3-7.14-17a (NV))
Il Signore ha glorificato il padre al di sopra dei figli e ha stabilito il diritto della madre sulla prole. Chi onora il padre espìa i peccati e li eviterà e la sua preghiera quotidiana sarà esaudita. Chi onora sua madre è come chi accumula tesori. Chi onora il padre avrà gioia dai propri figli e sarà esaudito nel giorno della sua preghiera. Chi glorifica il padre vivrà a lungo, chi obbedisce al Signore darà consolazione alla madre. Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia, non contristarlo durante la sua vita. Sii indulgente, anche se perde il senno, e non disprezzarlo, mentre tu sei nel pieno vigore. L’opera buona verso il padre non sarà dimenticata, otterrà il perdono dei peccati, rinnoverà la tua casa. – Parola di Dio.
Commento alla prima lettura
La famiglia nell’Antico Testamento era qualcosa di sacro. Leggiamo quanti miracoli e grazie si ottengono quando si onorano il padre e la madre, quando si vive in armonia gli uni nei confronti degli altri all’interno della famiglia. È come se il Signore si compiacesse di manifestare la sua potenza nel nucleo familiare semplicemente se si rispettano i rapporti reciproci. Si espiano i peccati, le preghiere vengono esaudite, si vivrà a lungo, perché ciò che viene fatto nei confronti dei genitori viene fatto in ultimo a Dio. Il padre e la madre infatti tengono le veci di Dio non solo nel collaborare alla procreazione, ma nell’educare la prole e nel sacrificarsi per i figli. Realmente nei nostri genitori splende qualcosa di sacro: dobbiamo imparare ad accorgercene e a esserne grati. Sì, chi vive rettamente l’amore e il rispetto per i genitori si mette dalla parte di Dio e ne avrà grande ricompensa. Se riusciamo a vedere in loro questa luce, al di là dei difetti umani che hanno, ci collegheremo misteriosamente con Dio creatore e saremo in pace con lui, perché Dio, è scritto, rinnoverà la nostra casa.
SECONDA LETTURA
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési (Col 3,12-21)
Fratelli, scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E rendete grazie! La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza. Con ogni sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda con salmi, inni e canti ispirati, con gratitudine, cantando a Dio nei vostri cuori. E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre. Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come conviene nel Signore. Voi, mariti, amate le vostre mogli e non trattatele con durezza. Voi, figli, obbedite ai genitori in tutto; ciò è gradito al Signore. Voi, padri, non esasperate i vostri figli, perché non si scoraggino. – Parola di Dio.
Commento alla seconda lettura
Nella famiglia cristiana tutti amano tutti, vivendo al meglio il proprio ruolo e il proprio dovere. Non è difficile: basta avere chiari i principi. Se il figlio vuole comandare e fare il padre di famiglia, se il padre vuole essere fratello dei figli, se la moglie vuole fare il marito, crolla tutto. Guardate la sacra Famiglia di Nàzaret: tutti obbediscono a tutti. Giuseppe vive a servizio totale della sposa, che è la Regina del cielo e della terra, e si impegna pienamente nella cura per la crescita del Figlio di Dio, essendo lui il capofamiglia. Maria obbedisce a Giuseppe e lascia che sia lui a prendere le decisioni della vita della famiglia, e al tempo stesso è a servizio di Gesù, che ha ricevuto come figlio dall’Alto. Gesù è obbediente a Giuseppe e Maria e sta loro sottomesso. Dunque, chi comanda lì se tutti obbediscono? Lo Spirito Santo, ma nessuno se ne accorge, perché quello che fanno lo fanno come figli del Padre e per la sua gloria, vivendo, come detto, la perfezione del proprio stato. Non c’è che da imparare, perché Dio ha voluto darci, in loro, il modello per ogni famiglia cristiana.
VANGELO
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 2,13-15.19-23)
I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio». Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno». – Parola del Signore.
Commento al Vangelo
Giuseppe si fa guidare da Dio che gli parla nei sogni. Non discute né obietta alcunché, esempio di perfetta conformazione al volere di Dio. Maria santissima non ostacola le decisioni di san Giuseppe, per quanto strane (andare improvvisamente in Egitto? E perché proprio lì? E con che risorse? E poi là cosa faremo, ecc.). Dove Giuseppe dice di andare, si va, e quando dice di tornare, si torna. Imparino allora i padri e i mariti ad ascoltare sempre con vigile attenzione la voce del Signore, che anche se non parla nel sonno, parla nel Vangelo, nella legge morale naturale, nella Chiesa. La moglie collabora con la propria pronta obbedienza, non dubitando mai che dietro alle parole del marito vi sia la voce alta di Dio. Il bambino, poi, si lascia portare. Gesù, in quanto Dio, avrebbe potuto trovare il modo di vincere la ferocia di Erode in altro modo, ma ha voluto insegnarci la via della docilità. Il Salvatore si lascia salvare, il Maestro si lascia dirigere… Tutto va bene, se è Dio che ispira azioni, movimenti e sentimenti. La libertà rimane, si può anche dire di no, ma è proprio dall’ostinata ribellione che nascono tutti i mali. Nella santa Famiglia di Nàzaret, invece, tutto è armonia.


