Testi tratti dal Messalino “Sulla Tua Parola” luglio-agosto 2025
18ª domenica del Tempo Ordinario (C)
2ª sett. salt.
PRIMA LETTURA
Dal libro del Qoèlet (Qo 1,2;2,21-23)
Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità: tutto è vanità. Chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo dovrà poi lasciare la sua parte a un altro che non vi ha per nulla faticato. Anche questo è vanità e un grande male. Infatti, quale profitto viene all’uomo da tutta la sua fatica e dalle preoccupazioni del suo cuore, con cui si affanna sotto il sole? Tutti i suoi giorni non sono che dolori e fastidi penosi; neppure di notte il suo cuore riposa. Anche questo è vanità! – Parola di Dio.
Commento alla prima lettura
C’è grande differenza tra il pessimismo e il realismo. Qoèlet, che a prima vista rappresenta il libro più pessimista di tutta la Bibbia, in realtà è l’espressione più concreta del realismo che è necessario avere nella vita. Si deve sapere, cioè, che nulla al mondo può dare all’uomo riposo e felicità duratura. Tutto passa, anche ciò che sembra non dover finire mai. Realismo, dunque, per te significa anzitutto distacco: ciò implica essere capace di fare gratuitamente senza dover attendere nulla in cambio, nella serena consapevolezza che dopo di te verranno altri che potranno godere del tuo operato; è questa la legge che Dio ha inscritto nel cuore del creato. Accettala con amore e abbandono.
SECONDA LETTURA
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési (Col 3,1-5.9-11)
Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria. Fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria. Non dite menzogne gli uni agli altri: vi siete svestiti dell’uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine di Colui che lo ha creato. Qui non vi è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti. – Parola di Dio.
Commento alla seconda lettura
Per essere veramente discepoli di Gesù, si deve imparare a incarnare nella propria vita il suo messaggio. Per fare questo però, è necessario fare delle scelte coraggiose e che, in certi momenti, possono costarci parecchio. È quello che indica san Paolo quando usa un’espressione che, a prima vista, potrebbe sgomentarci: far morire ciò che appartiene alla terra. Quando leggiamo attentamente il testo, ci rendiamo conto che le opere elencate dall’apostolo in sé sono già apportatrici di morte. Il fatto è che siamo così abituati a vivere con queste realtà, da non renderci conto che, liberandoci di esse, saremmo molto più liberi e felici. Dunque, non si deve aver paura di liberarsi di ogni forma d’idolatria che è presente nel nostro cuore.
VANGELO
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,13-21)
In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio». – Parola del Signore.
Commento al Vangelo
Ci sono situazioni in cui Gesù dimostra di occuparsi anche degli aspetti più pratici della vita. Tuttavia, non ci si deve sbagliare: il Signore lo fa perché vuole far capire ai suoi contemporanei e a tutti noi che l’eterno si trova anzitutto nelle realtà quotidiane. Guai se volessimo però strumentalizzarlo per i nostri interessi, che poco hanno a che fare con la ricerca di Dio. È quanto si nasconde nella richiesta dell’uomo che chiede a Gesù il suo intervento per portare giustizia tra lui e suo fratello sulla questione della divisione dell’eredità. Il denaro, anche quello guadagnato onestamente, può risvegliare in noi cupidigie assopite per lungo tempo; una volta risvegliate, esse possono renderci violenti e intransigenti nei confronti degli altri. Vigila sempre sul tuo cuore, per evitare che possa accaderti la stessa cosa.


