Liturgia della domenica: 31 agosto 2025

Liturgia della domenica: 31 agosto 2025

Gesù parla ai discepoli

Testi tratti dal Messalino “Sulla Tua Parola” luglio-agosto 2025

Colore liturgico verde

XXIIª domenica del Tempo Ordinario (C)
2ª sett. salt.

PRIMA LETTURA

Dal libro del Siràcide (Sir 3,19-21.30-31 (NV))
Figlio, compi le tue opere con mitezza, e sarai amato più di un uomo generoso. Quanto più sei grande, tanto più fatti umile, e troverai grazia davanti al Signore. Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi, ma ai miti Dio rivela i suoi segreti. Perché grande è la potenza del Signore, e dagli umili egli è glorificato. Per la misera condizione del superbo non c’è rimedio, perché in lui è radicata la pianta del male. Il cuore sapiente medita le parabole, un orecchio attento è quanto desidera il saggio. – Parola di Dio.

Commento alla prima lettura

Il messaggio del Siràcide è davvero pregno di una grande sapienza di vita, oltre che di unzione spirituale. Chi è il vero uomo vincente nella vita? Anche se può sembrare il contrario, non è certamente chi prevarica e si impone sugli altri con la forza della superbia. Il vero uomo che ha successo, secondo quanto dice il testo sacro, è proprio l’umile. Egli, infatti, manifesta una forza d’animo tale da conquistare gli altri con la mitezza e la mansuetudine. Del resto, non ha fatto così anche Gesù? Egli si è presentato come «mite e umile di cuore» e ha conquistato i suoi discepoli con la forza tenace e disarmata del suo amore. Egli fa così anche con te: il Signore, infatti, preferisce attirarti a sé con vincoli d’amore, piuttosto che forzarti a un rapporto con lui che però sarebbe posticcio e non ti cambierebbe affatto interiormente. 

SECONDA LETTURA

Dalla lettera agli Ebrei (Eb 12,18-19.22-24a)
Fratelli, non vi siete avvicinati a qualcosa di tangibile né a un fuoco ardente né a oscurità, tenebra e tempesta, né a squillo di tromba e a suono di parole, mentre quelli che lo udivano scongiuravano Dio di non rivolgere più a loro la parola. Voi invece vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a migliaia di angeli, all’adunanza festosa e all’assemblea dei primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti resi perfetti, a Gesù, mediatore dell’alleanza nuova. – Parola di Dio.

Commento alla seconda lettura

L’autore della lettera agli Ebrei ha presente le manifestazioni di Dio nell’Antico Testamento, nelle quali egli si rivela con una serie di sconvolgimenti terrificanti degli elementi naturali. Ma con l’avvento della persona di Gesù, tutto questo non è più necessario: grazie a lui, non dobbiamo più avere paura di Dio, né del fatto che guardandolo in volto possiamo morire. In Gesù egli si è fatto prossimo a ciascuno di noi: per questo noi siamo diventati concittadini dei santi e degli angeli. La nostra patria è il cielo, e noi siamo diventati talmente familiari di Dio da intrattenere rapporti di profonda amicizia e comunione con Gesù, Figlio unigenito del Padre. Questo per noi non è tanto un motivo di vanto, quanto una responsabilità da vivere con attenzione e gratitudine tutti i giorni.

VANGELO

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 14,1.7-14)
Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato». Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti». – Parola del Signore.

Commento al Vangelo

Purtroppo, in ciascuno di noi è radicata l’abitudine a trattare con deferenza e rispetto soprattutto coloro dai quali speriamo di ottenere qualcosa in cambio. Ciò, sovente, avviene anche in tanti ambienti ecclesiali. Ma quello che Gesù ci chiede di fare va nella direzione opposta: egli, infatti, dice di dare a coloro che sicuramente non hanno di che ricambiarci. In tal caso noi ci mettiamo nella posizione di essere premiati direttamente da lui. Da qui deriva anche la necessità e la gioia di scegliere gli ultimi posti: solo così possiamo essere certi di attirare l’attenzione e la benevolenza di Dio. Quel posto, infatti, è stato anzitutto preso da lui con la sua incarnazione. Dunque, quando noi accettiamo di fare come Cristo, egli ci riempie della sua pace e ci dona la vera libertà. Solo così possiamo essere veramente suoi messaggeri e testimoni.

Liturgia della domenica: 31 agosto 2025

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