Andando più indietro nel tempo, possiamo ricordare san Massimiliano Maria Kolbe, che ha scelto come secondo nome proprio Maria, per l’amore che aveva verso di lei. Nessuna santa e nessun santo ha mai trascurato la Madonna. D’altronde, se ami qualcuno, vuoi conoscere la sua famiglia. Se credi in Gesù, se è il tuo amico più intimo, non puoi non conoscere la sua mamma. E noi, da lei, possiamo imparare molto… D’altronde, Maria sa chi è il figlio meglio di chiunque altro: lei lo ha portato in grembo, lo ha dato alla luce, ha visto i suoi primi passi; lei lo ha sentito parlare, inizialmente balbettando. Lo ha visto crescere, diventare uomo, lo ha lasciato andare. E sempre lei lo ha accompagnato sul Calvario, accogliendo i suoi gemiti di sofferenza; impotente eppure salda ai piedi di quella croce.
Maria non sostituisce Gesù, non oscura la divinità del Figlio, ma ci avvicina delicatamente a lui. Alle nozze di Cana, non è lei a fare il miracolo, ma lo predispone.
Ecco, allora, chi è Maria per noi: quella presenza silenziosa e decisa, che chiama Gesù ogni volta che abbiamo bisogno di nuova vita. Tante sono le discussioni sul suo ruolo: si può definire mediatrice e corredentrice? Il dibattito teologico è ancora aperto, ma a noi, intanto, piace vederla come madre. Papa Francesco la definiva una madre che accompagna i suoi figli. Diceva anche: “Un cristiano senza la Madonna è orfano (…) Un cristiano ha bisogno di queste due donne: la Chiesa e la Madonna. E l’attuale pontefice, Leone XIV, non ha fatto mistero sul suo amore filiale per Maria. Eletto nel giorno della Madonna di Pompei, l’8 maggio 2025, ha voluto ricordare, appena salito al soglio petrino che «Maria cammina sempre in mezzo a noi».


