Medaglia Miracolosa. La grazia ottenuta da due sposi

Medaglia Miracolosa. La grazia ottenuta da due sposi

Apparizione a santa Caterina Laboure
La Medaglia Miracolosa non è un amuleto, né un semplice oggetto di abbellimento: è segno tangibile di fiducia nelle premure materne della Madonna. Ecco una testimonianza che ci dimostra come non si tratti di una superstizione, bensì di un modo per invocare Maria e chiedere il suo intervento nella nostra vita. La storia di due sposi  Cristina e Giovanni si conoscono a Torino, intorno al 2000. Lui, di origini siciliane, sta facendo un cammino di discernimento vocazionale: all’inizio, quindi, tra loro nasce solo una bellissima amicizia. Quando il percorso volge al termine (Giovanni capisce che il Signore non lo chiama al sacerdozio) i due iniziano una relazione che culmina nel matrimonio. Ben presto, però, questa coppia, molto devota alla Madonna, deve fare i conti con una grande prova: l’impossibilità di avere figli. «Il Primario di Ostetricia e Ginecologia del Gemelli di Roma ci consigliò di metterci il cuore in pace – ricorda Cristina – cosa che già il nostro ginecologo di Torino ci aveva più volte detto». Dopo quattro anni e mezzo circa, Giovanni si trova ad insegnare ad una quinta di ragioneria molto difficile: nessun professor, giunto il periodo delle gite, vuole prendersi la responsabilità di accompagnare quei terribili ragazzi a Parigi. Gli studenti tentano, allora, un’ultima carta: chiedono, supplichevoli, al prof. Giovanni. Lui accetta, ma ad una sola condizione: dovranno andare in un posto con lui. Durante il soggiorno parigino, i ragazzi mantengono la parola data e accompagnano il docente nel Santuario di Rue du Bac, proprio dove è nata la Medaglia Miracolosa. Giovanni invita uno ad uno i suoi studenti a inginocchiarsi e a chiedere, insieme a lui, una grazia importante per la sua famiglia, senza specificare di cosa si tratti. Tutti rispettano la richiesta senza fare domande. Il mese dopo, Giovanni e Cristina si trovano in attesa del loro primo bimbo: che stupore! E, negli anni, la gioia della famiglia si moltiplicherà: arriveranno, infatti, altri quattro figli! Nel giorno del Battesimo del primogenito, un amico della coppia, senza sapere nulla di questa vicenda, si presenta con un cesto: «Ho pensato che avreste gradito un dono da fare a tutti gli invitati… Ho preparato queste Medagliette Miracolose da regalare». Giovanni e Cristina rimangono sbalorditi. Proprio quel giorno, prima di consegnarle, raccontano a famigliari e amici ciò che hanno vissuto. Tra i presenti, ci sono anche alcuni dei ragazzi di quella quinta ragioneria, testimoni diretti di quella grazia… (La storia di Giovanni e Cristina è stata raccontata per la prima volta in un articolo di Francesca di Giovanni: Studenti scapestrati in gita a Parigi pregano Maria: ottengono miracolo per il loro professore, pubblicato sul magazine Puntofamiglia.net).

L’origine della devozione

La devozione della Medaglia Miracolosa è legata alla storia di Santa Caterina Labourè (1806-1876). Nata in una famiglia di contadini francesi, dopo la morte della mamma – avvenuta quando aveva 9 anni – Caterina avverte un legame sempre più forte con la Vergine Maria e, sin da giovanissima, inizia a percepire la chiamata a consacrarsi totalmente a Dio. Rifiuta alcune proposte di matrimonio, ma il padre, contrario alla possibilità che diventi suora, cerca di tenerla occupata in tutti i modi possibili. Inutili i suoi vari tentativi: il 21 aprile 1830 cede e permette alla figlia, ventiquattrenne, di entrare nel seminario Rue du Bac, a Parigi, nella congregazione delle Figlie della Carità. In convento, suor Caterina inizia ad avere delle visioni di Gesù e di Maria. La più conosciuta avverrà il 27 novembre 1830. La Madonna le mostra le due facce di quella che verrà chiamata Medaglia Miracolosa, spiegando: «Le persone che la porteranno, riceveranno grandi grazie e le grazie saranno abbondanti per coloro che avranno fiducia». All’inizio, né suor Caterina, né il suo direttore spirituale, padre Aladel, si preoccupano di attribuire un nome speciale alla Medaglia. Viene chiamata in tanti modi: «la Medaglia», «la nuova Medaglia», «la Medaglia di Maria», «la Medaglia che guarisce», «la Medaglia dell’Immacolata». L’accezione “miracolosa” si fa strada a poco a poco, proprio per la constatazione di tante, meravigliose, grazie concesse. Tramite padre Aladel sono state documentate, nell’arco dei primi trentadue anni, ben 714 guarigioni e conversioni ad essa collegate.

Il significato delle immagini della Medaglietta

 Il lato raffigurante Maria la rappresenta nell’atto di offrire il mondo a Dio. Dalle sue mani escono dei raggi: segno delle grazie che Maria ci ottiene dal Figlio, se la invochiamo con fiducia. Si leggono le parole: «O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te», con cui le chiediamo di intercedere per la nostra causa. Dall’altro lato, una “M” si intreccia con una croce: segno dell’unione inscindibile tra Cristo e sua Madre. Sotto, due cuori: quello di Gesù, coronato di spine, simbolo della passione vissuta per noi, e quello di Maria, trafitto da una spada, perché anche lei ha sofferto con il Figlio per amore nostro. Dodici stelle circondano l’immagine: sono il simbolo delle dodici tribù di Israele e dei dodici apostoli, che rappresentano il popolo di Dio e la Chiesa; sono, inoltre, il simbolo della regalità di Maria.

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