L’origine della devozione
La devozione della Medaglia Miracolosa è legata alla storia di Santa Caterina Labourè (1806-1876). Nata in una famiglia di contadini francesi, dopo la morte della mamma – avvenuta quando aveva 9 anni – Caterina avverte un legame sempre più forte con la Vergine Maria e, sin da giovanissima, inizia a percepire la chiamata a consacrarsi totalmente a Dio. Rifiuta alcune proposte di matrimonio, ma il padre, contrario alla possibilità che diventi suora, cerca di tenerla occupata in tutti i modi possibili. Inutili i suoi vari tentativi: il 21 aprile 1830 cede e permette alla figlia, ventiquattrenne, di entrare nel seminario Rue du Bac, a Parigi, nella congregazione delle Figlie della Carità. In convento, suor Caterina inizia ad avere delle visioni di Gesù e di Maria. La più conosciuta avverrà il 27 novembre 1830. La Madonna le mostra le due facce di quella che verrà chiamata Medaglia Miracolosa, spiegando: «Le persone che la porteranno, riceveranno grandi grazie e le grazie saranno abbondanti per coloro che avranno fiducia». All’inizio, né suor Caterina, né il suo direttore spirituale, padre Aladel, si preoccupano di attribuire un nome speciale alla Medaglia. Viene chiamata in tanti modi: «la Medaglia», «la nuova Medaglia», «la Medaglia di Maria», «la Medaglia che guarisce», «la Medaglia dell’Immacolata». L’accezione “miracolosa” si fa strada a poco a poco, proprio per la constatazione di tante, meravigliose, grazie concesse. Tramite padre Aladel sono state documentate, nell’arco dei primi trentadue anni, ben 714 guarigioni e conversioni ad essa collegate.
Il significato delle immagini della Medaglietta
Il lato raffigurante Maria la rappresenta nell’atto di offrire il mondo a Dio. Dalle sue mani escono dei raggi: segno delle grazie che Maria ci ottiene dal Figlio, se la invochiamo con fiducia. Si leggono le parole: «O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te», con cui le chiediamo di intercedere per la nostra causa. Dall’altro lato, una “M” si intreccia con una croce: segno dell’unione inscindibile tra Cristo e sua Madre. Sotto, due cuori: quello di Gesù, coronato di spine, simbolo della passione vissuta per noi, e quello di Maria, trafitto da una spada, perché anche lei ha sofferto con il Figlio per amore nostro. Dodici stelle circondano l’immagine: sono il simbolo delle dodici tribù di Israele e dei dodici apostoli, che rappresentano il popolo di Dio e la Chiesa; sono, inoltre, il simbolo della regalità di Maria.


