San Giuseppe da Copertino. Il santo che insegna ai giovani a spiegare le ali del cuore

San Giuseppe da Copertino. Il santo che insegna ai giovani a spiegare le ali del cuore

San Giuseppe da Copertino

In un mondo frenetico, dove l’ansia da prestazione e la ricerca di sicurezze materiali spesso soffocano gli ideali più alti, la figura di san Giuseppe da Copertino emerge come un faro di speranza, un compagno di viaggio straordinariamente attuale per le nuove generazioni.
Conosciuto come il “Santo dei voli”, Giuseppe non è un eroe irraggiungibile, ma un fratello che ha conosciuto in prima persona le fragilità, le delusioni e le difficoltà, trasformandole in trampolini di lancio verso una santità autentica e contagiosa.

Una vita semplice, colma di sfide e di meraviglie

Nato nel 1603 in una stalla, tra stenti e privazioni, Giuseppe Maria Desa (il suo vero nome) iniziò la sua vita in salita. La sua infanzia fu segnata da una grave ulcera cancerosa che lo costrinse a letto per circa sei anni. L’adolescenza fu resa dura dalla difficoltà ad apprendere, tanto da essere deriso dai compagni che lo chiamavano “vocc’aperta” (bocca aperta) e da dover abbandonare gli studi per imparare un mestiere. In un’epoca che valorizzava la cultura, lui era “l’ignorante”, inadatto perfino ai lavori manuali, spesso descritto come goffo e distratto.

Il “miracolo” dello studio e la vicinanza agli studenti

Eppure, proprio in questa apparente inadeguatezza, risiede la sua forza e la sua profonda attualità per i giovani di oggi. Chi non ha mai provato la fatica dello studio, il timore di non farcela, lo scoraggiamento di fronte alle difficoltà? San Giuseppe da Copertino ha vissuto tutto questo, ma non si è arreso. Con tenacia e perseveranza, ha cercato di recuperare il sapere perduto studiando di nascosto alla luce di mozziconi di candele.

San Giuseppe da Copertino

Il culmine delle sue lotte intellettuali si manifestò agli esami per il diaconato. A Giuseppe, che sapeva spiegare solo un brano del Vangelo, il vescovo pose una domanda che riguardava proprio quell’unico passo. Questo evento, che lui stesso attribuì a una grazia divina, lo portò a diventare sacerdote. Oggi, questa esperienza lo rende il celeste patrono degli studenti e degli esaminandi. Non è un patrono lontano e austero, ma un amico che comprende l’ansia e la tensione degli esami, un fratello che incoraggia a non scoraggiarsi di fronte agli insuccessi. È per questo che in molte basiliche e santuari si celebrano Messe per l’apertura dell’anno scolastico e incontri per i cento giorni dagli esami, proprio in sua memoria.

Oltre le difficoltà, un bisogno innato di cielo

Ma la vita di Giuseppe non è solo un inno alla perseveranza nello studio. È una testimonianza ardente del primato di Dio. Nonostante una vita di continui trasferimenti e di isolamento, Giuseppe non cessò di mostrare il suo amore per il Signore attraverso estasi e levitazioni, i suoi famosi “voli”. Questi fenomeni, che spesso gli causarono sofferenza e incomprensione, erano la manifestazione della sua profonda connessione con Dio, del suo desiderio di rompere quel filo che lo tiene ancora troppo legato alle cose della terra.
Giovanni Paolo II ha sottolineato come san Giuseppe inviti i fedeli a «ricercare il senso profondo dell’esistenza» e a «incontrare personalmente Iddio abbandonandosi pienamente alla sua volontà». In un’epoca in cui «l’umanità vola verso il basso e soffre per la mancanza di grandi ideali», Giuseppe ci ricorda il «bisogno innato di cielo che tutti ci portiamo nell’anima».

Un messaggio di speranza e libertà per i giovani di oggi

San Giuseppe da Copertino ci insegna che “volare alto” non significa evadere dalla realtà, ma abbracciare la vita con fede, umiltà e un amore incondizionato. Il suo esempio di obbedienza e distacco dalle vanità del mondo è un richiamo potente per i giovani a scegliere la sapienza prima della scienza, il servizio più del successo, la virtù e non il vizio, e l’amore a Dio e al prossimo sopra ogni cosa.
In ogni sua prova, Giuseppe trovò conforto nella preghiera e nell’affidamento a Maria, la Mamma che lo consolava. Questo legame materno è un ulteriore invito per i giovani a rivolgersi con fiducia alla Vergine.

La vita di san Giuseppe da Copertino è una melodia di fede, gioia e coraggio, che risuona ancora oggi e invita tutti, ma in particolare i giovani, a non temere le proprie debolezze, a perseverare nelle difficoltà e a spiegare le ali del cuore per volare verso l’Infinito, dove solo si trova la vera felicità.

Buon inizio di anno scolastico a tutti i bambini e i ragazzi, affidiamoli alle mani sapienti del Santo dei voli!

San Giuseppe da Copertino. Il santo che insegna ai giovani a spiegare le ali del cuore

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