Un viaggio profetico e una nuova avventura per l’Editrice Shalom

Un viaggio profetico e una nuova avventura per l’Editrice Shalom

Il Padrone del Mondo

Il padrone del mondo è il primo romanzo pubblicato dall’Editrice Shalom. Questa scelta non è casuale: Il padrone del mondo, pubblicato per la prima volta nel 1907, è di un’attualità sconvolgente e, in questo senso, può dirsi profetico.

Chi è Robert Hugh Benson?

L’Autore è un sacerdote della Chiesa anglicana che nel 1903 si converte al cattolicesimo e l’anno successivo riceve l’ordinazione sacerdotale. Predicatore, apologeta, saggista e polemista, è anche autori di romanzi e per scrivere ciò che gli sta più a cuore, per descrivere, o meglio, per interpretare i segni del quadro tragico del suo tempo (e non solo), sceglie la forma del romanzo, perché è convinto possa colpire maggiormente e muovere a una reazione.

Un romanzo distopico per leggere i suoi tempi…

Benson vive tra il 1871 e il 1914 nell’Inghilterra del primo Novecento, sono quindi ancora relativamente lontani i fatti che sconvolgeranno l’Europa, cioè la Prima guerra mondiale (1914) e la Rivoluzione d’ottobre in Russia (1917), ma, quando scrive Il padrone del mondo (1907), è come se avvertisse che il mondo sta andando proprio in una direzione disperata: la società vive nel mito del progresso tecnico (la radio di Gugliemo Marconi o l’automobile di Ford, per fare solo qualche esempio), si illude di bastare a sé stessa, di poter mettere a tacere la presenza di Dio e non vede che si sta avvicinando a un tragico baratro.
Per descrivere il suo tempo e richiamare gli uomini alle profonde verità in cui crede, Benson sceglie quindi di usare il genere del romanzo storico alternativo o distopico, cioè immagina un mondo e un tempo “altro”, la storia come sarebbe potuta essere… e inventa un mondo “futuro”, tappezzato di gomma e anestetizzato dall’assenza di rumore, in cui il mito del progresso e la divinizzazione dell’umanità stanno avendo la meglio e ci si illude di non aver più bisogno di Dio. In questo scenario, si muovono i personaggi che incarnano le diverse tensioni su cui il romanzo intende riflettere: protagonisti indiscussi e contrapposti sono padre Percy Franklin, futuro ultimo Papa, e Julian Felsenburgh, figura dell’Anticristo.
«Nel romanzo di Benson pare che il mondo abbia raggiunto la sua pace e la sua felicità fuori del Cattolicesimo, anzi a dispetto di tutte le religioni, ma la sua pace è un quietismo mortificante, la sua felicità è puramente naturale. Il mondo è ridotto come un corpo senza più anima» (Corrado Raspini, traduttore della prima edizione italiana).
In un mondo come questo, infatti, la pietà e l’umanità si rivelano, per esempio, nel ricorso all’eutanasia per chi sta per morire o per chi sceglie di morire; nel condannare ogni forma di violenza, salvo poi arrivare a decretare la morte, seppure data con metodi “umani” e quindi indolore, per chi continua a credere in Dio. In un modo come questo, la misura è l’uomo e si arriva all’assurdo per cui l’uomo stesso è identificato con Dio.

… E i nostri tempi

in questa sua visione distopica, Benson sembra fotografare la direzione che il mondo sta prendendo attualmente: un mondo sempre più dimentico di Dio, convinto che può fare da solo, ossessionato dal progresso della tecnica, un mondo in cui incombe la guerra tra Oriente e Occidente da cui il romanzo di Benson prende le mosse; un mondo che crede di poter decidere sulla vita e sulla morte, basti pensare ai dibattiti sul fine vita o sull’aborto.
A sottolineare l’attualità di questo romanzo è lo stesso papa Francesco: «In un romanzo che ho più volte citato, Il padrone del mondo, di Robert Benson, si osserva “che complessità meccanica non è sinonimo di vera grandezza e che nell’esteriorità più fastosa si nasconde più sottile l’insidia” (Verona 2014, 24-25). In questo libro, in un certo senso “profetico”, scritto più di un secolo fa, viene descritto un futuro dominato dalla tecnica e nel quale tutto, in nome del progresso, viene uniformato: ovunque si predica un nuovo “umanitarismo” che annulla le differenze, azzerando le vite dei popoli e abolendo le religioni. Abolendo le differenze, tutte. Ideologie opposte convergono in una omologazione che colonizza ideologicamente. Questo è il dramma, la colonizzazione ideologica; l’uomo, a contatto con le macchine, si appiattisce sempre di più, mentre il vivere comune diventa triste e rarefatto. In quel mondo progredito ma cupo, descritto da Benson, dove tutti sembrano insensibili e anestetizzati, pare ovvio scartare i malati e applicare l’eutanasia, così come abolire le lingue e le culture nazionali per raggiungere la pace universale, che in realtà si trasforma in una persecuzione fondata sull’imposizione del consenso, tanto da far affermare a un protagonista che “il mondo sembra in balia di una vitalità perversa, che corrompe e confonde ogni cosa” (p. 145)». (Papa Francesco, Discorso del Santo Padre in occasione dell’Incontro con il mondo universitario e della cultura, 30 aprile 2023). 

…Finché non ritorni il Signore

«Mi sembra che anche ora la catastrofe potrebbe avvicinarsi rapidamente. No; non vedo alcuna speranza finché… Finché non ritorni il Signore». Questo fa dire Benson a uno dei suoi personaggi: l’illusione tragica dell’uomo di poter fare senza Dio e di credersi Dio lo porta a una logica spietata, lo porta a un passo dal baratro, perché l’uomo senza Dio stenta perfino a riconoscersi uomo…

Il padrone del mondo è un romanzo potente, che invita a una riflessione più che mai urgente oggi, aiutandoci a comprendere il nostro tempo e a vivere con maggior consapevolezza la nostra fede.

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