Figura mistica del Novecento, la beata Alexandrina Maria da Costa vive grandi dolori, ma mantiene una fede esemplare che la lega a Gesù e alla Madonna.
La sua vita
Nasce in Portogallo a Balasar nei pressi di Oporto e nell’arcidiocesi di Braga il 30 marzo 1904. Fa parte di una famiglia povera e viene educata cristianamente dalla madre. Va a lavorare nei campi, ha una costituzione robusta, un temperamento vivace e allegro. È una giovane ragazza con tanta strada davanti a lei quando un episodio drammatico stravolge tutta la sua esistenza.
Per sfuggire alle intenzioni di un uomo che si era introdotto in casa sua per violentarla, si lancia dalla finestra. Le conseguenze sono tragiche, anche se non immediate: le sue condizioni peggiorano progressivamente fino a che a 19 anni resta completamente paralizzata. Con il tempo iniziano i fenomeni mistici.
Dal 14 aprile 1925 non si alzerà più dal letto per tutto il resto della sua vita vivendo in questo modo per trent’anni.

L’offerta della sofferenza e i doni mistici
Alexandrina, all’inizio, fa di tutto per guarire. Chiede a Dio nella preghiera la grazia della salute, ma quando capisce che quella è la sua missione, cioè la sofferenza, accetta volentieri il calvario e lo vive con il sorriso sulle labbra fino alla morte.
Nella sua cameretta riceve e conforta tante persone, nonostante i dolori lancinanti. Iniziano i primi fenomeni mistici: ha colloqui quotidiani con Gesù e Maria e comincia una vita di grande unione con Gesù nei tabernacoli: «Gesù, tu sei prigioniero nel tabernacolo e io nel mio letto per la tua volontà. Ci faremo compagnia». Dal 1938 fino al 1942 ogni venerdì vive le sofferenze della Passione di Gesù.
Dal 27 marzo 1942 in poi Alexandrina si nutre e vive solo di Eucaristia. La sostiene una profonda devozione verso la Madonna. Nell’autunno del 1955 sente di essere vicina alla fine della sua vita. Poco prima di morire dice: «Sono felice, perché vado in cielo». È il 13 ottobre, anniversario dell’ultima apparizione della Madonna a Fatima. Alla sua morte i fiorai della zona hanno venduto tutte le rose bianche che possedevano, tutte comprate in suo omaggio.

Le promesse di Gesù
Il 25 febbraio 1949 Gesù dice ad Alexandrina: «Mia figlia, mia cara sposa, fa’ che io sia amato, consolato e riparato nella mia Eucaristia. Di’ in mio nome che a quanti faranno bene la santa Comunione, con sincera umiltà, fervore e amore nei primi sei giovedì consecutivi e passeranno un’ora di adorazione davanti al mio tabernacolo in intima unione con me, prometto il cielo. E per onorare attraverso l’Eucaristia, le mie sante piaghe, onorando per prima quella della sacra spalla, così poco ricordata.
Coloro che al ricordo delle mie piaghe uniranno quello dei dolori della mia Madre benedetta e per essi ci chiederanno grazie sia spirituali che corporali, hanno la mia promessa chesarannoaccordate, a meno che non siano di danno per la loro anima. Nel momento della loro morte condurrò con me la mia santissima Madre per difenderli».
«Abbi coraggio. Io sono con te», dice Gesù ad Alexandrina. Sentiamo rivolte anche a noi queste parole e imitiamo l’esempio della Beata che ci indica la via dell’essere sempre uniti a Gesù.

Preghiera alla beata Alexandrina
Beata Alexandrina,
che hai offerto le tue sofferenze
con amore e fiducia totale in Gesù,
insegnaci a vivere le nostre difficoltà
con la stessa serenità e abbandono
alla volontà di Dio.
Tu, che hai trovato forza nell’Eucaristia
e hai vissuto in unione profonda
con Gesù e Maria,
aiutaci a cercare conforto nella preghiera
e nel sacramento dell’altare.
Intercedi per noi, affinché possiamo
affrontare le sfide quotidiane con coraggio,
sapendo che anche nei momenti di dolore
possiamo unirci a Cristo nella sua Passione.
Beata Alexandrina,
prega per noi
e guidaci verso la pace del cuore.
Amen.
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