Il 20 gennaio 1842 è un giorno come tanti altri. Ma per Alfonso Ratisbonne è un giorno speciale, è il più importante della sua vita. Cos’è successo?
Alfonso Ratisbonne, ventisettenne avvocato e banchiere, francese, di origine ebraica, giunge in Italia durante un viaggio verso l’oriente nel gennaio del 1842. In visita a Roma, il giovane entra in contatto con alcuni amici e connazionali; tra questi, il barone Teodoro de Bussière che cerca di coinvolgerlo in conversazioni sulla fede cattolica, ottenendo però da Alfonso, che è ostile alla religione cattolica, un netto rifiuto. Dopo molte insistenze e solo per scommessa accetta di portare la Medaglia Miracolosa.

Il 20 gennaio, verso mezzogiorno, accompagnato dal de Bussière, passa davanti alla chiesa di Sant’Andrea delle Fratte; entra solo per curiosità artistica, ma nessuna opera attira la sua attenzione; si sente però spinto da una forza irresistibile verso la cappella dedicata a san Michele arcangelo. Sull’altare vede chiaramente una Donna. È proprio Lei. È l’Immacolata raffigurata sulla medaglietta che Alfonso porta al collo.
Ecco l’affascinante racconto di Alfonso e la sua conclusione inimmaginabile:
«Stavo da poco in chiesa, quando all’improvviso l’intero edificio è scomparso dai miei occhi, e non ho visto che una sola cappella sfolgorante di luce. In quello splendore è apparsa, in piedi, sull’altare, grande, fulgida, piena di maestà e di dolcezza, la Vergine Maria, così come è nella Medaglia Miracolosa.
Una forza irresistibile mi ha spinto verso di lei. La Vergine mi ha fatto segno con la mano di inginocchiarmi e sembrava volesse dirmi: “Basta!”. Non lo disse, ma lo capii. Davanti a questa visione caddi in ginocchio nel luogo in cui mi trovavo; cercai di alzare varie volte gli occhi verso la santissima Vergine, ma il rispetto e lo splendore me li facevano abbassare, anche se senza impedire la chiarezza di quell’apparizione. Fissando lo sguardo sulle sue mani, vidi l’espressione del perdono e della misericordia. In presenza della Vergine, nonostante non mi dicesse alcuna parola, compresi l’orrore dello stato in cui mi trovavo, la deformità del peccato, la bellezza della religione cattolica, in una parola: compresi tutto. Lei non mi ha detto nulla, ma ho capito tutto».

Un raggio di luce invade il suo cuore e lo converte al cristianesimo, in un solo istante. In un solo istante, Alfonso si arrende alla Bellezza, si arrende all’Amore.
Chiede e ottiene il Battesimo che gli viene amministrato il 31 dello stesso mese dal cardinale Vicario Costantino Patrizi, lo stesso che a meno di tre mesi dall’avvenimento, dopo un accurato processo, decreta (3 giugno 1842) la verità del miracolo. In seguito, Alfonso diviene sacerdote nella Compagnia di Gesù, per morire santamente in Terra Santa il 16 maggio del 1884.
A Sant’Andrea delle Fratte, la bellezza sconvolgente della Madonna del Miracolo ha rapito per sempre il cuore di Alfonso, perché l’amore di Maria per i suoi figli è un amore che non si stanca, un amore che sempre bussa al cuore, un amore che fa sempre il primo passo.
La Vergine è una madre che, per riportare all’ovile le pecorelle smarrite, utilizza vie misteriose. Tante persone nella loro vita hanno avvertito e continuano ad avvertire la sua presenza delicata, reale ed efficace, che porta luce nel loro cammino, che porta a Gesù, unico Salvatore e, pertanto, unico approdo alla vera felicità e alla vera pace del cuore. Quella pace che tutti cerchiamo.
Se la testimonianza straordinaria di Alfonso ha provocato nel tuo cuore brividi di emozione, e vuoi approfondirla o conoscere altre storie simili, allora il volume “È stata Lei. La Madonna e le conversioni” fa al caso tuo!

Infatti, il cardinale Angelo Comastri, con lo stile caldo e coinvolgente che lo contraddistingue, racconta storie vere, conversioni realmente accadute, che documentano l’opera instancabile della Mamma celeste. Egli presenta «alcune fotografie della maternità della Vergine sempre attiva, meravigliosamente attiva per riportare alla casa del Padre i figli lontani».
E tu hai fatto esperienza della presenza di Maria nella tua vita? Sei tra coloro che sono perdutamente innamorati della Vergine santissima?
Puoi lasciare la tua testimonianza nei commenti.
Viva Maria!

Varie volte nella mia vita ho avvertito la presenza della Vergine Maria.
La sua dolcezza, tenerezza di Madre mi ha accompagna per guidarmi e difendermi in ogni passo del mio cammino.
Ave Maria
Gentile Katia,
grazie per il suo bellissimo commento.
Siamo molto felici che senta così presente la Madonna nella sua vita.
Restiamo uniti in preghiera!
Da quando mia madre è salita al cielo, ho trovato più di una medaglietta miracolosa tra le sue cose e un giorno un sacerdote (mentre aspettavo per fare una visita nell’ospedale di Marino) me ne ha regalato una. La Vergine Maria è diventata una presenza fondamentale nella mia vita, vado spesso con mio marito a Sant’ Andrea delle fratte a pregare e nel giorno del nostro matrimonio rinnoviamo le promesse nella cappella dell’ apparizione. Ho portato amiche e parenti a visitare la basilica e mi piace donare la medaglietta e diffondere la devozione.
Cara Vincenza,
grazie per avere condiviso con noi la sua bellissima esperienza.
Sicuramente sentire così forte la presenza della Vergine nella sua vita è un dono grande e le auguriamo di continuare a diffondere la devozione alla Medaglia Miracolosa con questo entusiasmo.
Uniti in preghiera!
Ho portato da Parigi diverse medaglie miracolose
A tutti quelli che le ho regalate hanno avuto benefici.
In particolare una bambina appena nata operata al cuore.
Gentile Raffaele,
grazie per il suo prezioso commento.
Regalando le Medaglie Miracolose, ha fatto un dono veramente speciale… chi la indossa con fede sente sempre la protezione della Vergine Maria!
Uniti in preghiera!