Da Corinaldo a Nettuno: andiamo incontro a santa Maria Goretti!

Da Corinaldo a Nettuno: andiamo incontro a santa Maria Goretti!

Santuario Maria Goretti

Santa Maria Goretti: la Santa della quotidianità e del perdono

Santa Maria Goretti, chiamata familiarmente Marietta, nasce il 16 ottobre 1890 a Corinaldo, in provincia di Ancona, terzogenita di sette figli. La sua famiglia vive in grande miseria e per questo nel 1897 emigra per mancanza di lavoro, fermandosi prima a Paliano, vicino a Fiuggi, e in seguito alle Ferriere di Conca, nel bel mezzo delle paludi pontine, zona malarica ad alto rischio di morte. Dopo la morte del padre, è costretta a crescere in fretta: aiuta la mamma nella cura della casa, dei fratellini e dei campi. Il 5 agosto 1902, Alessandro Serenelli, figlio di un mezzadro, tenta di insidiarla e, di fronte al suo rifiuto, si accanisce contro di lei, colpendola per quattordici volte, con un punteruolo. Marietta viene raccolta morente e portata all’ospedale. Poco prima di morire, pronuncia il suo perdono: «Sì, per amore di Gesù gli perdono, e voglio che venga con me in Paradiso». Sulle tracce della sua breve ma luminosa vita, visitiamo i Santuari a lei dedicati a Corinaldo e a Nettuno.



Santuario Diocesano di Santa Maria Goretti a Corinaldo

La chiesa di San Nicolò, comunemente detta di Sant’Agostino, ora Santuario di Santa Maria Goretti, e l’adiacente ex monastero vennero costruiti nelle forme attuali nel corso del XVIII secolo. Precede il convento la chiesa, la cui costruzione risale agli anni 1740 – 1756, mentre l’edificio monastico fu realizzato tra il 1767 e il 1780, su disegno dell’architetto corinaldese Giuseppe Carbonavi Geminiani. L’antica chiesa medievale di San Nicolò realizzata su due piani, quello inferiore per il popolo e quello superiore per il clero, rimase inglobata nell’edificio conventuale in occasione della nuova edificazione settecentesca. Di questa chiesa, che oggi ospita al piano inferiore la Sala del Comune e in quello superiore la biblioteca comunale, rimane traccia in quella parte dell’edificio rotondeggiante, che in origine doveva essere la sua abside. 
L’attuale edificio ha un’elegante facciata in laterizio con lesene, le cui basi e capitelli sono in calcare. L’interno, a navata unica, è a croce latina, con cupola e lanterna nell’area del transetto. Si tratta di un bell’esempio di tarda architettura barocca, non priva di eleganza nella garbata varietà degli effetti pittorici e scenografici.



Santuario di Nostra Signora delle Grazie e di Santa Maria Goretti a Nettuno

Il Santuario di Nostra Signora delle Grazie e di Santa Maria Goretti, a Nettuno, è la chiesa che custodisce il corpo della fanciulla, martire della purezza (1890-1902); sorge alla fine del lungomare Giacomo Matteotti. Nell’agosto 1970 fu elevato da papa Paolo VI alla dignità di basilica minore.
L’odierno edificio è stato edificato nel XVI secolo sul luogo dove sorgeva una piccola chiesa in origine dedicata alla Vergine Annunciata. Qui si può ammirare la cripta con le reliquie di santa Maria Goretti e la statua lignea dedicata a Nostra Signora delle Grazie, che fu ritrovata a causa di un violento temporale che la fece arrivare sulle spiagge di Nettuno nel 1550. In quel periodo, a seguito dello scisma anglicano, le chiese cattoliche venivano depredate dai marinai inglesi, che cercarono di rubare anche questa statua lignea, ma, sorpresi dal maltempo mentre erano diretti a Napoli, vennero beffati dalla sorte. La chiesa venne chiusa più volte, sia all’inizio del Novecento sia poi a metà degli anni Sessanta: ci vollero quattro anni ma nel 1969 venne definitivamente riaperta con una collocazione inedita dei capolavori al suo interno.


Per conoscere i Santuari

Santuario Santa Maria Goretti – Corinaldo
Via Santa Maria Goretti, 10
60013 Corinaldo (AN)
Tel. 071 67123


Santuario Santa Maria GorettiNettuno
Piazza San Rocco, 1
00048 Nettuno (RM)


Da Corinaldo a Nettuno: andiamo incontro a santa Maria Goretti!

Un commento su “Da Corinaldo a Nettuno: andiamo incontro a santa Maria Goretti!

  1. Santa Maria Goretti, intercedi per noi presso Dio, affinché la purezza non venga riconosciuta come privazione ma come mezzo per vivere nella pienezza l’amore di Dio, come porta aperta verso il Paradiso. Amen

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