Il dipinto “Testimonianza di Giovanni Battista” di Annibale Carracci ci invita a riscoprire Gesù

Il dipinto “Testimonianza di Giovanni Battista” di Annibale Carracci ci invita a riscoprire Gesù

San Giovanni Battista

Continua la collaborazione tra don Alessio Fucile, esperto di arte, e il blog Shalom. Don Alessio ci guiderà per approfondire i momenti più importanti dell’anno liturgico attraverso delle bellissime opere d’arte che, oltre a suscitare in noi meraviglia per il loro splendore, possono aiutarci a comprendere meglio le Sacre Scritture e il messaggio di Gesù.

Don Alessio presenta oggi il dipinto “Testimonianza di Giovanni Battista” di Annibale Carracci in preparazione Vangelo della Messa di domani.

Ti sei mai chiesto cosa ci voglia dire il dipinto «Testimonianza di Giovanni Battista» di Annibale Carracci, opera del 1600 circa e oggi al Metropolitan Museum of Art di New York? In questo articolo ti svelerò il significato profondo di questa opera d’arte e come essa possa aiutarti a riscoprire Gesù nella tua vita.

La figura di Giovanni Battista nel dipinto di Carracci

Il dipinto di Annibale Carracci raffigura la figura di Giovanni Battista, il profeta che annunciò l’arrivo del Messia e lo battezzò nel fiume Giordano. Nel dipinto, Giovanni è riconoscibile per la canna che tiene nella destra che termina con una croce, simbolo della sua missione e del suo martirio, la veste di peli di cammello e un mantello rosso che simboleggia la sua passione per la verità che lo condurrà fino al dono della vita. Carracci rappresenta un Giovanni giovane e bello, con bei capelli ricci e biondi, innamorato di Gesù. Il santo in ginocchio e con aureola attorno al capo guarda direttamente verso lo spettatore chiamandolo in causa: indica con la sinistra un personaggio che si staglia in lontananza, con vesti rosso e azzurro e l’aureola attorno al capo. Si tratta del Messia atteso, Gesù di Nazaret che proprio presso il fiume Giordano sceglie di iniziare la sua missione pubblica.

Il fiume Giordano si staglia nel paesaggio: luogo scelto da Giovanni per annunciare il futuro arrivo del Messia e per predicare un battesimo di conversione, alluso dalla ciotola in basso ai suoi piedi.

Il messaggio di Giovanni Battista per noi oggi

La bocca semiaperta e il gesto plateale di Giovanni sono invito ad aguzzare la vista perché il rischio potrebbe essere di non vedere Gesù, lontano e confuso tra la vegetazione. È un rischio che si corre quando l’incontro con Cristo non è un momento decisivo della vita ma solo un elemento coreografico. Come quando metti un quadro nuovo ad una parete di casa: i primi giorni lo noti perché è nuovo; dopo una settimana, un mese, un anno, non noti più niente perché ti sei abituato. Anche se hai un quadro d’autore a casa tua, se non fai attenzione non lo vedi più, ci guardi attraverso ed oltre: quel quadro che magari avrà un valore inestimabile, per te diventa un elemento coreografico. Qualche volta succede anche col marito e con la moglie. La prima settimana, il primo mese, va bene, ma poi il mio coniuge diviene un elemento coreografico: sta lì come un quadro, non mi fa battere il cuore, non lo vedo più. A volte le mogli si lamentano: «Mio marito non mi vede più!». È il momento in cui non sei più riconosciuto come una persona, ma sei diventato un elemento coreografico, come accade a ciò che di più grande c’è nella vita se non viene coltivato. Giovanni ha visto Gesù in fila tra i peccatori al fiume Giordano e ha compreso che davanti a lui c’era l’«Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo» e questo incontro gli ha cambiato radicalmente l’esistenza: la fede vera nasce da un incontro con una Persona la cui immagine non stinge e non si sbiadisce, che rimane elemento centrale della mia vita: un mero elemento coreografico non può cambiare la vita. Solo l’incontro con una Persona importante mi fa battere il cuore. Sei pronto ad offrire la tua vita a Dio, che ha mandato il Suo Figlio, Gesù, che ti ha salvato? O stai qui per una consuetudine qualsiasi? Chiediti oggi: per chi hai vissuto? Hai vissuto per Dio? Ha avuto un qualche posto nella tua vita?

Come contemplare il dipinto di Carracci nella preghiera

Fermandoti a contemplare lo sguardo sereno e appassionato di Giovanni, ti auguro di non dormire, di stravolgere la tua vita, di uscire dal branco, di fare scelte folli. Il mondo cresce, avanza e ha futuro solo grazie ai coraggiosi. Per caso, uno o una tra voi vuole essere tra loro? Ti invito a prenderti un momento di silenzio e di preghiera davanti al dipinto di Carracci. Guarda il volto di Giovanni, il suo gesto, la sua espressione.

Ascolta la sua voce che ti indica Gesù. Cerca di vedere Gesù nel paesaggio, tra le foglie, tra la gente. Senti il suo invito a seguirlo, a lasciarti battezzare dal suo Spirito, a cambiare la tua vita. Rispondi con il tuo cuore, con le tue parole, con i tuoi gesti. Ringrazia Dio per il dono della fede, per il dono di Gesù, per il dono di Giovanni. Chiedi la sua grazia, la sua forza, la sua gioia. Amen.

In questo articolo ti ho mostrato come il dipinto di Annibale Carracci ci invita a riscoprire Gesù nella nostra vita, seguendo l’esempio di Giovanni Battista, il suo precursore e testimone. Spero che questo articolo ti sia piaciuto e ti abbia aiutato a riflettere sulla tua fede e sul tuo rapporto con Dio. Se ti è piaciuto, ti chiedo di condividerlo con i tuoi amici e di lasciare un commento qui sotto. Mi farebbe molto piacere sapere cosa ne pensi e se hai avuto qualche esperienza di preghiera davanti al dipinto di Carracci. Grazie!


Il dipinto “Testimonianza di Giovanni Battista” di Annibale Carracci ci invita a riscoprire Gesù

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