La pace

La pace

Quaderni del concilio - volume 35

La pace è qualcosa di più dell’assenza di guerra, ma ce ne rendiamo veramente conto solo quando essa scompare. Tutti, soprattutto in questi giorni, abbiamo sulle labbra la parola “pace”, ma quanti di noi operano affinché la pace sia una realtà?
Con tante testimonianze contemporanee di uomini e donne veri “artigiani della pace”, Nina Fabrizio affronta il grande tema della pace nel volume 35 della collana «Quaderni del Concilio» in preparazione al Giubileo del 2025.

“Artigiani di pace”

Occorre tornare indietro nel tempo di quasi sessant’anni per rilevare che Giovanni XXIII, il 25 ottobre 1962 alla Radio Vaticana, rivolgendosi «a tutti gli uomini di buona volontà», disse che «alla Chiesa sta a cuore più di ogni altra cosa la pace e la fraternità tra gli uomini; ed essa opera senza stancarsi mai, a consolidare questi beni».
A questo richiama anche la “Gaudium et Spes” al capitolo V e, proprio a partire da queste pagine della costituzione pastorale, la giornalista e vaticanista Nina Fabrizio ci porta a riflettere sulla pace e su quanto siano necessari degli “operatori di pace” che s’impegnino a costruire la pace con le idee e con le azioni. A sostegno di ciò ci sono tante testimonianze di veri “artigiani della pace”, di uomini e donne che, rispondendo alla voce della coscienza, hanno deciso di non seguire percorsi di distruzione ma vie di pace, anche pagando un prezzo molto alto. Eccone una bella testimonianza che non può non toccare il nostro cuore.

La lettera di Olia

Olia è una bambina di 9 anni di Kiev; allo scoppio della guerra in Ucraina nel febbraio di quel tragico 2022, sconvolta da quel conflitto che irrompe bruscamente nella sua vita, affida la sua disperazione a una lettera che, tramite la Comunità di Sant’Egidio, invia ai suoi coetanei europei. Ecco cosa scrive: «La guerra è un incubo, ho sempre paura quando cadono le bombe. La notte dormiamo terrorizzati nella stazione della metropolitana, tremiamo al suono delle sirene e la mattina quando mi sveglio il mio primo pensiero è per la mia casa. Mi chiedo con ansia, ci sarà ancora? Sarà stata distrutta? […] La guerra è brutta e paurosa – insiste Olia – vi prego, non dimenticatevi di me!».
La pace porta la pienezza di vita che la violenza distrugge e annienta alla radice. La guerra porta sofferenza e morte indicibili.

La pace nasce da un cuore nuovo

La pace non è così semplice da realizzare, eppure è più semplice di quanto possiamo pensare. Davanti alla complessità delle situazioni siamo tentati di tirarci indietro dicendoci che la pace dipende da persone più esperte di noi. Certo, la pace ha bisogno di specialisti, di diplomatici, di capi di stato, di politici, ma essa è anche nelle mani di noi tutti, essa passa attraverso i mille piccoli gesti della vita quotidiana. San Giovanni Paolo II ci dice che «è il “cuore” dell’uomo che occorre rinnovare, per rinnovare i sistemi, le istituzioni e i metodi. La fede cristiana ha un termine per designare questo cambiamento radicale del cuore: esso è conversione».
Ogni giorno, con il nostro modo di vivere con gli altri, con la famiglia, con la scuola, con l’ambiente di lavoro, noi operiamo una scelta in favore o contro la pace.
Più che con le parole bisogna parlare di pace con il proprio agire quotidiano. Dire “pace” è essere “pace”. Ora tocca a te. Quali riflessioni sono scaturite nella tua mente e nel tuo cuore? Qual è la tua idea di pace? Se vuoi, mandaci il tuo feedback.


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