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La storia delle mani della divina provvidenza

Don Orione

La Sacra Scrittura e la vita delle prime comunità cristiane testimoniano con forza una certezza: Dio provvede alle necessità dei suoi figli. La divina provvidenza ha presente i bisogni degli uomini: «Signore tu mi scruti e mi conosci…» (Sal 128), si prende cura di loro nelle piccole necessità quotidiane fino agli eventi del mondo e della storia; essa dice che Dio è il Signore della storia, lui, e lui solo, ne è il sovrano assoluto. Ed è proprio sulla base di questo che si fonda la solidarietà tra i cristiani. Quella solidarietà che, agli inizi della Chiesa tanto colpì il mondo pagano che riconosceva i discepoli del Signore dal loro modo di amarsi e aiutarsi. L’aiuto fraterno ha, infatti, il suo fondamento in Dio e nel suo essere Padre di tutti: dare e aiutare con generosità e gratuitamente perché il Padre che è nei cieli desidera che i suoi beni, creati per tutti, giungano a tutti.

Lungo la storia della Chiesa molti santi hanno riposto la propria vita e la propria vocazione tra le braccia della divina provvidenza: Francesco d’Assisi, Caterina da Siena, Gaetano da Thiene, Vincenzo de’ Paoli, Giuseppe Cottolengo… e proprio da questi campioni d’amore un santo più vicino a noi, Luigi Orione, ha trovato ispirazione per la sua Piccola Opera della Divina Provvidenza. Giovanni Paolo II ne fa un ritratto puntuale e luminoso: «In Don Orione lo zelo sacerdotale si coniugava con l’abbandono nella Provvidenza divina, così il segreto della sua esistenza e della sua molteplice attività riposava in una illuminata fiducia nel Signore, poiché “l’ultimo a vincere è Lui, Cristo, e Cristo vince nella carità e nella misericordia” (Lettere II, 338)».

La storia delle mani della divina provvidenza

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