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Liturgia del giorno – 25 dicembre 2020

25 dicembre 2020

Natale del Signore (s)
Liturgia delle ore propria

Rallegriamoci tutti nel Signore, perché è nato nel mondo il Salvatore. Oggi la vera pace è scesa a noi dal cielo (Antifona d’ingresso).
Il Bambino che nasce a Betlemme è la speranza seminata nella terra, che ci dona la fiducia e la forza per camminare verso la pienezza della vita. È la luce che viene dall’alto, è la grazia che porta salvezza a tutti gli uomini. La luce di questo giorno illumini il nostro cuore e la nostra mente perché possiamo contemplare il grande dono del Dio-con-noi. Buon Natale!

Testi tratti da “Messalino Sulla Tua Parola” bimestre novembre-dicembre


Messa vespertina nella vigilia

PRIMA LETTURA

Dal libro del profeta Isaìa (Is 62,1-5)
Per amore di Sion non tacerò, per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo, finché non sorga come aurora la sua giustizia e la sua salvezza non risplenda come lampada. Allora le genti vedranno la tua giustizia, tutti i re la tua gloria; sarai chiamata con un nome nuovo, che la bocca del Signore indicherà. Sarai una magnifica corona nella mano del Signore, un diadema regale nella palma del tuo Dio. Nessuno ti chiamerà più Abbandonata, né la tua terra sarà più detta Devastata, ma sarai chiamata Mia Gioia e la tua terra Sposata, perché il Signore troverà in te la sua delizia e la tua terra avrà uno sposo. Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposeranno i tuoi figli; come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te. – Parola di Dio.


SECONDA LETTURA

Dagli Atti degli Apostoli (At 13,16-17.22-25)
Paolo, [giunto ad Antiòchia di Pisìdia, nella sinagoga,] si alzò e, fatto cenno con la mano, disse: «Uomini d’Israele e voi timorati di Dio, ascoltate. Il Dio di questo popolo d’Israele scelse i nostri padri e rialzò il popolo durante il suo esilio in terra d’Egitto, e con braccio potente li condusse via di là. Poi suscitò per loro Davide come re, al quale rese questa testimonianza: “Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri”. Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per Israele, Gesù. Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di conversione a tutto il popolo d’Israele. Diceva Giovanni sul finire della sua missione: “Io non sono quello che voi pensate! Ma ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di slacciare i sandali”».


VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 1,1-25)
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide. Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asaf, Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozìa, Ozìa generò Ioatàm, Ioatàm generò Àcaz, Àcaz generò Ezechìa, Ezechìa generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosìa, Giosìa generò Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconìa generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici. Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa «Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù. – Parola del Signore.


Messa della notte

PRIMA LETTURA

Dal libro del profeta Isaìa (Is 9,1-6)
Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda. Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva, la sbarra sulle sue spalle, e il bastone del suo aguzzino, come nel giorno di Màdian. Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando e ogni mantello intriso di sangue saranno bruciati, dati in pasto al fuoco. Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace. Grande sarà il suo potere e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul suo regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e per sempre. Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti. – Parola di Dio.

Commento alla prima lettura

Isaìa oggi ci parla di gioia: «Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia». Ognuno di noi può essere splendore di luce e gioia per gli altri e ciascuno, a sua volta, può ricevere letizia da chi gli è accanto. Questo è possibile, perché Dio non ci ha creato come cose, oggetti, macchine, ma come persone. Riflettiamo allora su tutte le volte nelle quali noi pensiamo i nostri amici, marito, moglie, figli… come un mezzo che dovrebbe produrre la nostra soddisfazione, la nostra serenità, il nostro benessere. Se pensiamo e viviamo le relazioni con gli altri in modo così egoistico, andiamo incontro sicuramente a un fallimento: è la partita persa di persone che non si permettono di amare e non permettono agli altri di amarle. Bisogna, invece, cominciare subito ad amare. Come possiamo farlo? Doniamo il sorriso e portiamolo ogni giorno; quasi come fosse il mazzo di chiavi che prendiamo il mattino uscendo di casa, non scordiamolo mai. Non deve essere un sorriso meccanico o stampato in viso, ma realmente creduto e vissuto. Telefoniamo a un amico (o al papà, la mamma, i figli) che non sentiamo più a causa di un’incomprensione. Allora sarà gioia vera, sarà Natale.


SECONDA LETTURA

Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito (Tt 2,11-14)
Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone. – Parola di Dio.

Commento alla seconda lettura

«Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio». Di che cosa si parla, riferendosi alla grazia di Dio? In che modo essa ci può illuminare con la luce della notte di Natale? La grazia di Dio è il dono che nessuno di noi poteva aspettarsi, né tantomeno meritare: il Figlio di Dio si fa uomo, affinché ognuno, che sia disponibile a lasciarsi salvare, possa prendere parte alla famiglia divina, la Trinità. In questo caso, la parola grazia si avvicina molto al “gratis” a cui siamo abituati. C’è però un rischio: dal momento che non abbiamo pagato per ottenere quel dono straordinario, qualcuno potrebbe pensare che sia consentito anche lasciarlo in un angolo, nasconderlo, rifiutarlo, disprezzarlo (come avviene nella parabola dei talenti). È molto interessante, invece, che le parole di questa lettura siano racchiuse tra due brani della lettera di san Paolo che trattano dei doveri particolari e generali dei fedeli. Questo significa che la grazia di Dio è il fondamento, ma noi abbiamo il compito, per amore e con amore, di costruirci sopra, finché ci accorgeremo che mattone e calce non possono che andare assieme, non per merito nostro, ma in forza di un dono gratuito.


VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,1-14)
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama». –
Parola del Signore.

Commento al Vangelo del giorno

Attraverso l’angelo arriva anche a noi l’annuncio del Natale, un annuncio di gioia: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia». Viene da chiedersi però: come annunciare la gioia a una famiglia che ha perso il lavoro e vive in ristrettezze economiche, mentre il mondo non fa che spingerci a spendere sempre di più? A un ragazzo o una ragazza scottati in mille modi da relazioni superficiali? A un giovane che non trattiene le lacrime pensando al papà e la mamma che non fanno altro che litigare? A un’amica che ha perso il marito? Alla ragazza che aspetta un bambino da un uomo che adesso l’ha abbandonata? La gioia cristiana, quella vera, annuncia la nascita di Gesù e la guarda con la prospettiva della morte e della risurrezione. Questo significa che quello stesso Gesù, che oggi contempliamo sulla paglia, è il Verbo eterno che ha creato il mondo per un prodigioso mistero d’Amore; è quel povero Cristo tradito dagli amici e che muore amando fino alla fine; è l’unico che può strappare la tua vita dalla paura che il tempo e la gioia ti scivolino via come sabbia tra le dita. Solo grazie a lui, ogni pizzico di gioia ha una risonanza di pieno valore per l’eternità; solo in lui ogni tua lacrima – te lo prometto – porterà frutti inaspettati di vita e di pace profonda.


Messa dell’aurora

PRIMA LETTURA

Dal libro del profeta Isaìa (Is 62,11-12)
Ecco ciò che il Signore fa sentire all’estremità della terra: «Dite alla figlia di Sion: Ecco, arriva il tuo salvatore; ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede. Li chiameranno Popolo santo, Redenti del Signore. E tu sarai chiamata Ricercata, Città non abbandonata». – Parola di Dio.


SECONDA LETTURA

Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito (Tt 3,4-7)
Figlio mio, quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati, non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo, che Dio ha effuso su di noi in abbondanza per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, affinché, giustificati per la sua grazia, diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna. – Parola di Dio.


VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,15-20)
Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. – Parola del Signore.


Messa del giorno

PRIMA LETTURA

Dal libro del profeta Isaìa (Is 52,7-10)
Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace, del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza, che dice a Sion: «Regna il tuo Dio». Una voce! Le tue sentinelle alzano la voce, insieme esultano, poiché vedono con gli occhi il ritorno del Signore a Sion. Prorompete insieme in canti di gioia, rovine di Gerusalemme, perché il Signore ha consolato il suo popolo, ha riscattato Gerusalemme. Il Signore ha snudato il suo santo braccio davanti a tutte le nazioni; tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio. – Parola di Dio.


SECONDA LETTURA

Dalla lettera agli Ebrei (Eb 1,1-6)
Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo. Egli è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, e tutto sostiene con la sua parola potente. Dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, sedette alla destra della maestà nell’alto dei cieli, divenuto tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato. Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato»? E ancora: «Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio»? Quando invece introduce il primogenito nel mondo, dice: «Lo adorino tutti gli angeli di Dio». – Parola di Dio.


VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-18)
In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato. – Parola del Signore.


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