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Liturgia della domenica: 21 novembre 2021

Cristo re

Testi tratti dal Messalino “Sulla Tua Parola” novembre-dicembre

Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo (s) (B)
propria


PRIMA LETTURA

Dal libro del profeta Daniele (Dn 7,13-14)
Guardando nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d’uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui. Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano: il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto. – Parola di Dio.

Commento alla prima lettura

“Figlio dell’uomo” è il titolo che Gesù usa più frequentemente quando parla di sé stesso. Anche nel momento cruciale del processo davanti al Sinedrio, prima della condanna a morte, Gesù esclama: «Io vi dico: d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nubi del cielo» (Mt 26,64), dando così pieno compimento alla profezia di Daniele. Nella visione profetica del Figlio dell’uomo, i cristiani da sempre hanno riconosciuto una profezia della regalità di Gesù, che si estende all’intera storia e abbraccia tutti i popoli della Terra. Con la visione del “Figlio dell’uomo” che giunge «sulle nubi del cielo» si preannuncia un regno del tutto nuovo proveniente da Dio stesso. L’eco di queste parole la ritroveremo nelle parole che l’arcangelo Gabriele dirà a Maria al momento dell’annunciazione: «Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine» (Lc 1,31-33).


SECONDA LETTURA

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (Ap 1,5-8)
Gesù Cristo è il testimone fedele, il primogenito dei morti e il sovrano dei re della terra. A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen. Ecco, viene con le nubi e ogni occhio lo vedrà, anche quelli che lo trafissero, e per lui tutte le tribù della terra si batteranno il petto. Sì, Amen! Dice il Signore Dio: Io sono l’Alfa e l’Omèga, Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente! – Parola di Dio. 

Commento alla seconda lettura

Gesù – ci insegna il Catechismo – «è colui che il Padre ha unto con lo Spirito Santo e ha costituito “Sacerdote, Profeta e Re”». In forza del nostro Battesimo anche noi partecipiamo a queste tre funzioni di Cristo. In forza del sacerdozio comune, possiamo unirci all’offerta che Cristo fa di sé stesso al Padre per la salvezza del mondo. Ciò significa che tutta la nostra vita, la giornata, le nostre preghiere, le opere, il lavoro, la vita familiare, la sopportazione paziente della sofferenza e delle contrarietà, tutto questo, se vissuto nello Spirito, diventa un sacrificio gradito a Dio che nella celebrazione dell’Eucaristia possiamo offrire insieme all’offerta del Corpo del Signore. In quanto partecipi dell’ufficio profetico di Cristo, possiamo accogliere nella fede il Vangelo e annunciarlo con la parola e con le opere, facendo risplendere la novità e la forza del Vangelo nella vita quotidiana. Partecipare della regalità di Cristo è invece impegno costante per vincere il regno del peccato per crescere sempre più, mediante il dono di noi stessi, nell’amore verso Dio e verso i fratelli.


VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 18,33b-37)
In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». – Parola del Signore.

Commento al Vangelo del giorno

La regalità di Cristo non va pensata né intesa alla maniera della regalità di questo mondo. Il potere regale di Cristo è quello di dare la vita eterna, di liberarci dalla terribile schiavitù del peccato e di Satana, di eliminare la morte che esercita un potere paralizzante sulla nostra esistenza. La regalità di Cristo è la regalità dell’amore capace di toccare i cuori, specialmente quelli più induriti. Dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, Gesù andò a nascondersi dalla folla che lo cercava per farlo re. Ora invece, di fronte a Pilato, nell’imminenza della sua passione, dichiara apertamente non solo la sua regalità, ma di lì a poco dichiarerà anche aperto il suo regno, assicurando un posto al buon ladrone che lo supplicava di ricordarsi di lui. Di fronte a Pilato, Gesù afferma solennemente: «Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». Molti oggi dubitano che esista una verità e a essa preferiscono la fiera delle opinioni personali. Ogni giorno siamo chiamati a scegliere tra la verità, che è Cristo, e la menzogna che cerca continuamente di insinuarsi in noi. C’è una lotta e c’è la vittoria: Cristo re.


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