Liturgia del giorno – 1º gennaio 2021

Liturgia del giorno – 1º gennaio 2021

Maria Madre di DIo

Maria santissima Madre di Dio (s)
Liturgia delle ore propria

In questo primo giorno del nuovo anno, illuminati dalla parola di Dio, come Maria e con lei accogliamo la benedizione Dio: “Ci benedica il Signore e ci custodisca. Il Signore faccia risplendere per noi il suo volto e ci faccia grazia. Il Signore rivolga a noi il suo volto e ci conceda pace”. Buon anno!

Testi tratti dal Messalino “Sulla Tua Parola” bimestre gennaio-febbraio 2021.


PRIMA LETTURA

Dal libro dei Numeri (Nm 6,22-27)
Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro: Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”. Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò». – Parola di Dio.

Commento alla prima lettura

La prima lettura che la liturgia ci propone all’inizio dell’anno ci parla di “benedizione”, letteralmente “dire bene” di qualcuno: «Ti benedica il Signore e ti custodisca». Il Signore parla con noi e di noi in modo bello, positivo, fecondo. O meglio, afferra ogni nostra difficoltà, sofferenza, malattia, rendendo in questo modo ogni cosa un frammento di vita divina. Il 2020 è stato sicuramente un anno difficile, pesante, probabilmente ha sconvolto la vita di tanti di noi. Oggi più che mai, però, siamo chiamati a un’autentica speranza cristiana: essa non è fatta di illusione o dell’ingenuità di fanciulli poco coscienti; la speranza – accompagnata dalla fede e dalla carità – traccia, piuttosto, una via di luce verso il bene e verso il “ritrovare Dio”. La benedizione che riceviamo tutti insieme all’inizio dell’anno è molto diversa da un banale e falso: «Andrà tutto bene»; l’anno appena trascorso ha dimostrato che non è affatto detto che sia così. Ci saranno le fatiche, le malattie, le difficoltà, ma potremo vivere ogni cosa con il Signore accanto; in lui scopriremo la gioia profonda che si nasconde e abita in qualsiasi evento.


SECONDA LETTURA

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (Gal 4,4-7)
Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli. E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: «Abbà! Padre!». Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio. – Parola di Dio.

Commento alla seconda lettura

Maria santissima, nella «pienezza del tempo», offre la sua piena disponibilità a Dio, per far sì che il Padre possa realizzare il suo disegno d’amore su ciascun uomo. Oggi è la «pienezza del tempo» anche per noi: il tempo in cui passiamo dall’essere schiavi all’essere figli. Il primo passo per essere figli ci è stato donato nel Battesimo, il dono della vita nuova in Cristo. Successivamente la vita sacramentale – l’Eucaristia almeno settimanale e la Confessione frequente – ci dona la forza di perseverare nelle innumerevoli difficoltà che si presentano ogni giorno. San Paolo in questa lettera afferma che è proprio oggi la «pienezza del tempo», in modo simile a come lo è stata 2000 anni fa. In questa prospettiva anche il 1º gennaio 2021 non è un tempo vuoto, che può essere sprecato o impiegato solo a festeggiare. Partecipare alla santa Messa ci apre, allora, al dialogo con Dio, per ringraziare dell’anno passato e per iniziare a dargli lode per l’anno che si presenta. Ogni momento della giornata e dell’anno è adatto a inneggiare: «Noi ti lodiamo Dio, ti ringraziamo Signore».


VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,16-21)
In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo. – Parola del Signore.

Commento al Vangelo del giorno

A cominciare dai pastori, tutti quelli che ascoltano l’annunzio delle circostanze della nascita di Gesù sono ricolmi e traboccano di stupore: glorificano e lodano Dio «per tutto quello che avevano udito e visto». Diverso è l’attegiamento di Maria santissima: pur essendo molto più vicina e partecipe di quanto avvenuto, semplicemente «custodisce» e «medita nel suo cuore». Cosa ha significato custodire e meditare per Maria? E per noi oggi? Maria non fa chiasso, non la si sente mai gridare, non è una presenza ingombrante, ma assolutamente umile e costruttiva al tempo stesso. Se alla nascita del Figlio, «custodiva», sotto la croce «stava»; non una parola. Per Maria, custodire vuol dire anche accogliere sotto il suo manto ogni uomo e ogni donna della terra, vivere in comunione con ciascuno. Per ciascuno di noi, custodire e meditare potrebbe significare ritagliare un momento nel corso della giornata da dedicare alla gratitudine e al servizio gratuito verso Dio e verso i fratelli; giungere a guardare alla nostra esistenza non solo con occhi umani, ma nel riflesso di Dio, secondo la sua ottica, spesso molto diversa dalla nostra.


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