Preghiamo per l’unità dei cristiani – Devozioni dal 18 al 24 gennaio

Preghiamo per l’unità dei cristiani – Devozioni dal 18 al 24 gennaio

Sposalizio Maria e Giuseppe

La settimana che si apre è una settimana speciale, perché è dedicata alla preghiera per l’unità dei cristiani. Il tema scelto quest’anno è «Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto». Accogliamo l’invito di Gesù a rimanere fortemente con lui, così saremo capaci di affrontare ogni tempesta e, soprattutto, di seminare il Suo amore nel cuore dei fratelli, portando frutto.

LUNEDÌ 18 GENNAIO
Inizio settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

Si apre oggi la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (che avrà termine lunedì 25 gennaio, giorno in cui la Chiesa ricorda la conversione di san Paolo). Il materiale per questa settimana di preghiera è stato preparato dalla Comunità monastica di Grandchamp. Il tema scelto dalla Commissione Internazionale del Pontificio Consiglio dell’Unità dei Cristiani e dalla Commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese, è tratto dal Vangelo di Giovanni 15,1-17: «Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto».
Dalla presentazione del sussidio preparato in vista di questa settimana, traiamo uno spunto di riflessione: «Il Signore Gesù aveva rivolto queste sue parole (cfr. Gv 15,5-9) ai discepoli in un’ora di preoccupazione, incertezza per il futuro e sofferenza, subito prima della sua Passione… Oggi l’umanità intera sta attraversando ancora una stagione di grande sofferenza, colpita nel profondo dall’epidemia di Covid-19 e dalle sue devastanti conseguenze sociali, economiche e morali… Come reagire davanti a tutto questo? C’è ancora un futuro insieme? Potremo portare frutto? C’è chi ha scelto di ignorare le richieste di soccorso dei malati (pensiamo ai tanti anziani morti negli istituti!), chi ha deciso di chiudere ulteriormente i propri confini e il proprio cuore, chi si è lasciato andare all’inerzia, chi ha espresso la propria frustrazione e rabbia incolpando gli altri. La risposta di Gesù nell’ora della prova è totalmente differente. Egli pronuncia un discorso carico di autorevolezza e allo stesso tempo di misericordia, indicando una strada inedita, che, allo stesso tempo, ha le sue radici più profonde nella Parola di Dio… C’è, in queste parole di Gesù, una precisa insistenza, un appello urgente rivolto ai suoi: “Rimanete in me”. Gesù chiede a ciascuno di noi di non fuggire via, arroccati sulle nostre posizioni, presi dalle nostre idee, dalla tentazione di ripiegarci e chiuderci in noi stessi. Ci chiede non un’agitazione sterile, un attivismo sfrenato, ma innanzitutto un rapporto saldo e vivificante con la sua Parola. “Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi…”. Rimanere discepoli del Risorto vuol dire meditare ogni giorno la Parola di Dio, origine di amore, di misericordia, di unità».

Per approfondire:
• Sulla tua parola gennaio-febbraio 2021


VENERDÌ 22 GENNAIO
Inizio novena a san Giovanni Bosco

«La gioia è la più bella creatura uscita dalle mani di Dio dopo l’amore», diceva san Giovanni Bosco. Preghiamolo, in questi nove giorni che precedono la sua memoria liturgica (31 gennaio), perché ci insegni a vivere con vera gioia e con profondo amore, a coltivare il senso della meraviglia per riconoscere e incontrare Dio in ogni cosa, persona e avvenimento. La novena a don Bosco, se vissuta con fede e abbandono, diventerà anche un’occasione davvero preziosa e bella per chiedere al Signore una grazia speciale. Regaliamoci ogni giorno un piccolo spazio, magari al mattino o alla sera, vedremo che il Signore parlerà certamente al nostro cuore e risponderà alle nostre richieste.

Per approfondire:
• Don Bosco


SABATO 23 GENNAIO
Sposalizio di Maria e Giuseppe

La festa dello sposalizio di Maria santissima e di san Giuseppe si è diffusa in Francia all’inizio del XV secolo, per merito, soprattutto, di Giovanni Gersone (1363-1429), grande devoto di san Giuseppe. La festa è adottata da molti ordini religiosi e i primi ad accoglierla nel loro santorale furono i Francescani nel 1537. Ad essi sono seguiti i Servi di Maria e i Domenicani, poi gli altri. Questa festa ha avuto in seguito un’ampia diffusione e la memoria liturgica è stata fissata al 23 gennaio.
Un altro santo che ha avuto un ruolo determinante rispetto al consolidarsi di questa festa e di questa devozione è Gaspare Bertoni che, a Verona, ha dedicato l’altare maggiore della Chiesa delle Sacre Stigmate ai santi sposi Maria e Giuseppe, celebrando con solennità, a partire dal 1823, la festa del loro matrimonio, tradizione sempre conservata dagli Stimmatini.
Meditando sui Santi Sposi, Maria e Giuseppe, possiamo imparare cosa voglia dire essere sposi in una famiglia: vuol dire innanzitutto disponibilità ad ascoltare la volontà di Dio, a vivere fedelmente il sacramento del matrimonio secondo il progetto divino, a mostrare una cura per l’altro capace di grande sacrificio.Ci rivolgiamo con fiducia ai Santi Sposi e a loro affidiamo le nostre famiglie.

Preghiera ai Santi Sposi Maria e Giuseppe
Come Dio Padre,
nella sua infinita sapienza e immenso amore,
affidò qui in terra il suo unigenito Figlio Gesù Cristo
a te, Maria santissima, e a te, san Giuseppe,
sposi della Santa Famiglia di Nàzaret,
così noi, divenuti per il Battesimo figli di Dio,
con umile fede ci affidiamo e consacriamo a voi.
Abbiate per noi, per i nostri figli, per le nostre famiglie,
le stesse premure e tenerezze avute per Gesù.
Aiutateci a conoscere, amare e servire Gesù
come voi l’avete conosciuto, amato e servito.
Otteneteci di amarvi con lo stesso amore
con il quale Gesù vi ha amato qui in terra.
Proteggete le nostre persone,
difendeteci da ogni pericolo e da ogni male.
Accrescete la nostra fede,
custoditeci nella fedeltà alla nostra vocazione
e alla nostra missione: fateci santi.
Al termine di questa vita, accoglieteci con voi in cielo,
dove già regnate con Cristo nella gloria eterna.

Per approfondire:
• I santi sposi Maria e Giuseppe
• La Santa Famiglia di Gesù
• La novità degli sposi cristiani


DOMENICA 24 GENNAIO
San Francesco di Sales

Il 24 gennaio ricorre la memoria di san Francesco di Sales (1567-1622), vescovo e dottore della Chiesa. Con i suoi scritti e con la sua opera di evangelizzazione creativa e sempre piena di speranza, egli è stato un anticipatore di quella che il Concilio Vaticano II chiamerà la “vocazione universale alla santità”. Nelle opere maggiori, tanto quanto nel suo epistolario, Francesco esorta, invita, sollecita a prendere coscienza che tutti i cristiani, in quanto battezzati, hanno uguale dignità davanti al Signore e sono accomunati dalla stessa vocazione, che è quella alla santità. La santità non è una prerogativa soltanto di alcuni e non è legata a uno stato di vita particolare: la santità è un dono che viene offerto a tutti, nessuno escluso, per cui costituisce il carattere distintivo di ogni cristiano. Tutto questo ci fa comprendere che, per essere santi, non bisogna per forza essere vescovi, preti o religiosi: no, tutti siamo chiamati a diventare santi! Papa Francesco lo ha indicato come modello ai giovani, agli sposi e agli ammalati: «La figura di questo santo, sia per voi giovani modello di dolcezza; per voi ammalati, incoraggiamento ad offrire le vostre sofferenze per la causa dell’unità della Chiesa di Cristo; per voi sposi novelli sia esempio nel riconoscere nella vostra vita familiare il primato di Dio e del suo amore».

Per approfondire:
• Filotea
• Porta il tuo cuore al largo
• 24 passi nel quotidiano


«Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla» (Gv 15,5).
Vi ricordo con questa frase che stiamo vivendo la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Preghiamo, in questo tempo, per essere e sentirci uniti sotto l’unico amore di Gesù che ci raccoglie tutti e ci rende fratelli.

Vi aspetto nei commenti al post!
Buon cammino!

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