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Festa della Santa Famiglia: facciamo spazio a Gesù

Santa famiglia

La domenica che segue il Natale, mentre siamo ancora immersi nel clima gioioso della festa, la Chiesa ci fa contemplare la Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe. Il Bambino Gesù con sua Madre Maria e con san Giuseppe sono un’icona familiare semplice ma tanto luminosa. La luce che essa irradia è luce di misericordia e di salvezza per il mondo intero, luce di verità per ogni uomo e per le singole famiglie.
Per cercare di comprendere il mistero e la missione che il Signore ha affidato a tutte le famiglie vi proponiamo una meditazione di papa Francesco, tenuta in Piazza San Pietro mercoledì 17 dicembre 2014.

«L’incarnazione del Figlio di Dio apre un nuovo inizio nella storia universale dell’uomo e della donna. E questo nuovo inizio accade in seno ad una famiglia, a Nazaret. Gesù nacque in una famiglia. Lui poteva venire spettacolarmente, o come un guerriero, un imperatore… No, no: viene come un figlio di famiglia, in una famiglia. Questo è importante: guardare nel presepio questa scena tanto bella.
Dio ha scelto di nascere in una famiglia umana, che ha formato Lui stesso. […]

Gesù è rimasto in quella periferia per trent’anni. L’evangelista Luca riassume questo periodo così: Gesù “era loro sottomesso [cioè a Maria e Giuseppe]”. E uno potrebbe dire: “Ma questo Dio che viene a salvarci, ha perso trent’anni lì, in quella periferia malfamata?”. Ha perso trent’anni! Lui ha voluto questo. Il cammino di Gesù era in quella famiglia. […]; a Nazaret tutto sembra accadere “normalmente”, secondo le consuetudini di una pia e operosa famiglia israelita: si lavorava, la mamma cucinava, faceva tutte le cose della casa, stirava le camicie… tutte le cose da mamma. Il papà, falegname, lavorava, insegnava al figlio a lavorare. Trent’anni. “Ma che spreco, Padre!”. Le vie di Dio sono misteriose. Ma ciò che era importante lì era la famiglia! E questo non era uno spreco! […]


Ciascuna famiglia cristiana – come fecero Maria e Giuseppe – può anzitutto accogliere Gesù, ascoltarlo, parlare con Lui, custodirlo, proteggerlo, crescere con Lui; e così migliorare il mondo. Facciamo spazio nel nostro cuore e nelle nostre giornate al Signore. Così fecero anche Maria e Giuseppe, e non fu facile: quante difficoltà dovettero superare! Non era una famiglia finta, non era una famiglia irreale. La famiglia di Nazaret ci impegna a riscoprire la vocazione e la missione della famiglia, di ogni famiglia. E, come accadde in quei trent’anni a Nazaret, così può accadere anche per noi: far diventare normale l’amore e non l’odio, far diventare comune l’aiuto vicendevole, non l’indifferenza o l’inimicizia. Non è un caso, allora, che “Nazaret” significhi “Colei che custodisce”, come Maria, che – dice il Vangelo – “custodiva nel suo cuore tutte queste cose” (cfr Lc 2,19.51). Da allora, ogni volta che c’è una famiglia che custodisce questo mistero, fosse anche alla periferia del mondo, il mistero del Figlio di Dio, il mistero di Gesù che viene a salvarci, è all’opera. E viene per salvare il mondo. E questa è la grande missione della famiglia: fare posto a Gesù che viene, accogliere Gesù nella famiglia, nella persona dei figli, del marito, della moglie, dei nonni… Gesù è lì. Accoglierlo lì, perché cresca spiritualmente in quella famiglia. Che il Signore ci dia questa grazia».

Queste parole di papa Francesco, le ritroviamo anche in monsignor Tonino Bello quando scrive: «Se apriremo a Gesù con cordialità la nostra casa e non rifiuteremo la sua inquietante presenza, ha da offrirci qualcosa di straordinario: il senso della vita, il gusto dell’essenziale, il sapore delle cose semplice, la gioia del servizio, lo stupore della vera libertà, la voglia dell’impegno. Lui solo può resistere al nostro cuore, indurito dalle amarezze e dalle delusioni, rigogli di nuova speranza».
Viviamo in un tempo nel quale la famiglia e il suo valore sono spesso messi in pericolo: non dimentichiamo però che il Signore è colui che è capace di fare nuove tutte le cose, accogliamo e riaccendiamo nei nostri cuori la speranza.

Ecco alcuni spunti, offerti dall’Editrice Shalom, per meditare, pregare e metterci sulle orme della Santa Famiglia:
La santa Famiglia di Gesù;
Il Rosario alla santa Famiglia di Nàzaret;
Signore, dacci oggi il nostro amore quotidiano;
Fidanzati;
La novità degli sposi cristiani;
La famiglia.

Lasciamoci guidare dall’esempio di Gesù, Maria e Giuseppe e per vivere bene questa ricorrenza suggeriamo la seguente Preghiera di Affidamento alla Santa Famiglia, tratta dall’Esortazione Apostolica post sinodale Amoris Laetitia:

Gesù, Maria e Giuseppe,
in voi contempliamo
lo splendore del vero amore,
a voi, fiduciosi, ci affidiamo.
Santa famiglia di Nàzaret,
rendi anche le nostre famiglie
luoghi di comunione e cenacoli di preghiera,
autentiche scuole di vangelo
e piccole chiese domestiche.
Santa famiglia di Nàzaret,
mai più ci siano nelle famiglie
episodi di violenza, di chiusura e di divisione;
che chiunque sia stato ferito o scandalizzato
venga prontamente confortato e guarito.
Santa Famiglia di Nàzaret,
fa’ che tutti ci rendiamo consapevoli
del carattere sacro e inviolabile della famiglia,
della sua bellezza nel progetto di Dio.
Gesù, Maria e Giuseppe,
ascoltateci e accogliete la nostra supplica.
Amen.


Festa della Santa Famiglia: facciamo spazio a Gesù

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