La “Madonna del Rosario” di Caravaggio: un inno alla preghiera e alla fede

La “Madonna del Rosario” di Caravaggio: un inno alla preghiera e alla fede

Madonna del Rosario - Caravaggio

Continua la collaborazione tra don Alessio Fucile, esperto di arte, e il blog Shalom. Don Alessio ci guiderà per approfondire i momenti più importanti dell’anno liturgico attraverso delle bellissime opere d’arte che, oltre a suscitare in noi meraviglia per il loro splendore, possono aiutarci a comprendere meglio le Sacre Scritture e il messaggio di Gesù.

Don Alessio presenta oggi dipinto “Madonna del Rosario” di Caravaggio, che si può ammirare nel Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Caravaggio in un ritratto di Ottavio Leoni (1621 ca.)

Ti presento la «Madonna del Rosario», un dipinto attribuito a Caravaggio, realizzato presumibilmente intorno al 1607. Quest’opera è attualmente conservata nel Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Caravaggio e l’invito alla devozione 

Caravaggio, noto anche come Michelangelo Merisi, coinvolge gli osservatori dell’opera attraverso i gesti e gli atteggiamenti dei protagonisti, creando un intenso richiamo alla preghiera. In particolare, l’opera invita a rivolgersi a Maria come guida per raggiungere Gesù. Si ritiene che la tela sia stata dipinta a Napoli per la cappella del Rosario nella Chiesa di San Domenico. Marcantonio Colonna, il nonno del committente, è probabilmente ritratto mentre sorregge il mantello di San Domenico. Il nome della casata Colonna, presente nello stemma di famiglia, sembra essere alluso dalla colonna situata sulla sinistra del dipinto, che rappresenta anche un simbolo della Chiesa. Un drappo rosso, legato alla colonna, fa da sfondo alla scena, quasi come in una rappresentazione teatrale, mentre una luce esterna illumina il gruppo centrale.

Maria e i santi: figure centrali dell’opera

Maria tiene in braccio il piccolo Gesù, circondata da un gruppo di frati, tra cui san Domenico alla sua destra e san Pietro Martire alla sinistra. In basso, alcuni fedeli imploranti tendono le mani verso di lei; sono persone povere, malvestite, sporche e malate, che sembrano avere bisogno di tutto. Caravaggio ritrae in loro la povertà che incontrava quotidianamente per le strade. San Domenico, con le mani aperte e lo sguardo rivolto verso Maria, sembra ricevere da lei, con un gesto materno silenzioso ma eloquente, l’invito a distribuire le corone del Rosario. Come alle nozze di Cana, Maria, in modo silenzioso e deciso, chiede di fare ciò che Gesù desidera. Infatti, ciò che manca ai poveri è simboleggiato nei grani del Rosario che lei elargisce con premura. San Pietro Martire, con una vistosa ferita sul capo simbolo del suo martirio, indica Maria e il Bambino.

La vittoria di Lepanto e il potere della preghiera

Nel periodo in cui Caravaggio realizzò questo dipinto, era ancora vivo il ricordo della grazia attribuita alla Madonna per la vittoria nella battaglia di Lepanto, uno scontro cruciale tra la cristianità e l’impero Ottomano. Papa Pio V aveva invitato i fedeli alla preghiera del Rosario per chiedere l’aiuto di Maria. Nel 1571, la flotta cristiana ottenne una decisiva vittoria a Lepanto e il Papa, ancora in preghiera, ebbe l’ispirazione di far suonare le campane a festa, certo della grazia ottenuta. In segno di ringraziamento, Pio V istituì la festa di Santa Maria della Vittoria, poi trasformata nella festa della Madonna del Rosario, che si celebra ancora oggi il 7 ottobre.

Caravaggio, nella sua opera, celebra la vittoria di Lepanto, a cui partecipò anche la famiglia Colonna, rappresentando la fede di chi affida tutto a Maria, certi che le sue mani conducano a Gesù e ottengano l’impossibile.

L’umanità e la divinità: un legame pittorico

Merisi predilige rappresentare l’aspetto più umile e vulnerabile dei fedeli; i piedi sporchi in primo piano sono un atto di amore pittorico verso la realtà, nella sua fragilità. Alla povertà umana, Dio risponde incarnandosi nel piccolo Gesù, che si fa debole per rendere forte l’uomo. Maria è l’elemento portante: a lei rimandano gli sguardi e i gesti dei fedeli, e da lei partono lo sguardo e il gesto che conferiscono dinamismo all’insieme. I fedeli che si rivolgono a Domenico ricevono da lui ciò che Maria consiglia maternamente: la preghiera.

Realismo e identificazione: l’impatto psicologico dell’opera

Il realismo con cui Caravaggio ritrae i fedeli ha un forte impatto psicologico, creando un’identificazione tra il popolo e la scena rappresentata. C’è una continuità tra l’immagine e la realtà, ottenuta con un sapiente effetto retorico. L’artista non mostra bisogni soddisfatti né miracoli; anzi, San Pietro esibisce una ferita sul capo. Nella preghiera, si è vicini a Gesù e a Maria e, paradossalmente, si ha la possibilità di comprendere il senso della sofferenza e di stabilire un legame profondo tra la propria miseria e la misericordia di Dio.

Caravaggio ti esorta a unirti a quel gruppo di fedeli, che per primi si sono inginocchiati per ricevere il vero dono che Maria e Gesù fanno, la preghiera, forza dell’uomo e debolezza di Dio! Nella preghiera puoi trovare il vigore che ti permetterà di affrontare con coraggio le prove che la vita ti mette ogni giorno davanti. Ti auguro con tutto il cuore che tu possa scoprire il tesoro prezioso della relazione con Dio e gustare la dolcezza della sua presenza nella tua vita. Grazie per la tua cortese attenzione.


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