Liturgia della domenica: 12 febbraio 2023

Liturgia della domenica: 12 febbraio 2023

Gesù

Testi tratti dal Messalino “Sulla Tua Parola” gennaio-febbraio 2023

6ª domenica del Tempo Ordinario (A)
2ª sett. salt.


PRIMA LETTURA

Dal libro del Siràcide (Sir 15,16-21 (NV) [gr. 15,15-20])
Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno; se hai fiducia in lui, anche tu vivrai. Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua: là dove vuoi tendi la tua mano. Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male: a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà. Grande infatti è la sapienza del Signore; forte e potente, egli vede ogni cosa. I suoi occhi sono su coloro che lo temono, egli conosce ogni opera degli uomini. A nessuno ha comandato di essere empio e a nessuno ha dato il permesso di peccare. – Parola di Dio.

Commento alla prima lettura

«L’uomo è nato libero, ma è dovunque in ceppi», così inizia un famoso libro di Jean-Jacques Rousseau, uno dei padri della Rivoluzione francese. La suggestiva affermazione è anche giusta, ma poi lo svolgimento del testo fa considerazioni che noi non possiamo accettare, perché propone una liberazione dell’uomo senza l’azione di Dio. La libertà è il carattere proprio dell’uomo, la sua grandezza: le piante e gli animali non sono liberi, perché seguono gli istinti della natura senza ragionarvi sopra, senza considerare che cosa sia bene e che cosa sia male. Nella libertà dei propri atti,  invece, l’uomo determina il proprio destino; egli è il risultato dei propri atti liberi. La nostra vita di oggi dipende dalle scelte fatte ieri, noi siamo la somma delle nostre decisioni. Nell’Antico Testamento viene già indicata la via della vera libertà: scegliere il bene conosciuto come tale. L’osservanza fiduciosa dei comandamenti divini ci rende via via sempre più liberi, veri, mentre, se scegliamo di peccare allontanandoci dalla verità, diventeremo schiavi delle passioni perdendo definitivamente la nostra libertà.


SECONDA LETTURA

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (1Cor 2,6-10)
Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Ma, come sta scritto: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano». Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio. – Parola di Dio.

Commento alla seconda lettura

C’è una sapienza del mondo e c’è la sapienza secondo Dio: sono due cose diverse. Lo stesso vale per la pace; dice Gesù: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il  mondo» (Gv 14,27). Dunque, il mondo ha i suoi modi di ragionare, ma non corrispondono a quelli secondo Dio. Dobbiamo saper distinguere bene le cose, perché altrimenti rischiamo di vivere alla maniera mondana. Il principio della nostra sapienza, dice san Paolo, è lo Spirito Santo, che ci dona la giusta visuale delle cose. Non dobbiamo scappare dal mondo, ma illuminarlo con la vera sapienza. E se tutto proviene da Dio, non sarà proprio lo Spirito Santo a farci capire come funzionano le cose? La grazia divina non è solo il principio della nostra santità, ma anche della vera intelligenza. Esiste, dunque, un’università dello Spirito e i “laureati” sono quelli che hanno studiato sul libro della croce di Cristo, amano il Signore, si attengono umilmente alle ispirazioni della grazia e agli insegnamenti del Magistero della Chiesa. La vera sapienza, non c’è nulla da fare, è quella degli umili.


VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,17-37)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli. Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo! Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna. Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno». – Parola del Signore.

Commento al Vangelo del giorno

La nuova legge di Dio è l’amore. Tutti gli antichi comandamenti rimangono intatti e vanno osservati, ma non in modo passivo, automatico o neutrale, altrimenti si rischia quel fenomeno che chiamiamo fariseismo. Tutto va fatto con amore e per amore, perché Dio guarda il cuore, le intenzioni, la purezza interiore. Gesù ci insegna, con esempi concreti, che cosa significa amare Dio e il prossimo in questo modo nuovo. In tutti gli esempi del passo evangelico di oggi la purezza vince il grande nemico: la malizia. Prima degli atti esteriori vi sono i pensieri interiori, le intenzioni del cuore. Purezza significa vedere e volere il bene, la comunione, la giustizia. Facciamo allora un sano esame di coscienza: le nostre azioni da quale fonte interiore provengono? Desideriamo il bene altrui? Siamo disposti a rinunciare a noi stessi pur di avere rapporti di pace e di bene con il nostro prossimo? Tutto il cristianesimo trae da questo bene interiore la sua potenza. Esiste una giustizia legale, fredda, impersonale, quella “degli scribi e dei farisei”, e una divina, luminosa, amorosa, avvolgente: quella proposta da Gesù. Per viverla, la Chiesa ci insegna a invocare continuamente lo Spirito Santo.


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