Liturgia della domenica: 16 maggio 2021

Liturgia della domenica: 16 maggio 2021

Ascensione

Ascensione del Signore (s) (B)
propria

Testi tratti dal Messalino “Sulla Tua Parola” maggio-giugno 2021


In questa domenica celebriamo l’Ascensione del Signore. Gesù si sottrae al nostro sguardo per essere presente in maniera ancora più profonda, perché ora è presente dentro di noi per mezzo del suo Spirito ed è visibile agli occhi della fede. Gesù, pur assunto in cielo per intercedere per noi alla destra del Padre, vive in noi, è con noi, lì dove due o tre sono uniti nel suo nome (Mt 18,20).

PRIMA LETTURA

Dagli Atti degli Apostoli (At 1,1-11)
Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo. Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo». Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra». Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo». – Parola di Dio.

Commento alla prima lettura

«Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo». In questo caso, guardare a vuoto in cielo è come perdere la speranza. Credere che Gesù ci abbia abbandonato. Sarebbe una seconda edizione del Venerdì e Sabato Santo, in cui quasi tutti si disperdono, credendo di essersi solo illusi pensando a Gesù come il Messia. Il cielo, a cui ci si riferisce qui, non è un luogo fisico per navette interstellari o la fantasia psicologica di persone poco avvedute e credulone. Invece, è un luogo teologico, un riferimento di fede alla comunione tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. L’Ascensione non è un abbandono, un addio, ma una promessa che verrà realizzata senza alcun dubbio: si tratta della persona divina di Gesù che mostra in modo ormai assoluto la sua divinità. Una divinità che, però, si è unita per sempre alla nostra umanità. Quindi, come sentiremo nella seconda lettura, l’Ascensione di Gesù è anche comunione di vita divina con l’uomo. Piedi in terra e cuore in cielo.


SECONDA LETTURA

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (Ef 4,1-13)
Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti. A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo è detto: «Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini». Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose. Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo. Parola di Dio.

Commento alla seconda lettura

«Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini». I prigionieri siamo noi, tutta l’umanità, dal primo all’ultimo uomo. Senza Cristo, siamo schiavi del peccato e delle tenebre. Con Cristo, diveniamo persone libere, gioiose e capaci di amare. Così riceviamo i doni di Cristo, i doni dello Spirito Santo. San Paolo stesso si dichiara prigioniero, ma in catene per la gloria di Cristo e dell’apostolato. Siamo tutti chiamati a una pienezza di vita, ma si tratta della pienezza di Cristo Dio incarnato, morto e risorto per noi. A ciascuno viene proposta una chiamata, una grazia, un ministero: sta a noi accettare o meno questa vita nuova. L’uomo contemporaneo rischia di mettere tutto sullo stesso piano, di non distinguere tra il bene e il male oggettivo: ci sono alcune realtà che, a guardar bene, portano dentro di sé una radice di male e di peccato. Non possiamo continuare a chiamare male ciò che è bene e bene ciò che è male. Se impariamo a fare tale discernimento ci poniamo sulla via che ci conduce al Padre.


VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Marco (Mc16,15-20)
In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano. Parola del Signore.

Commento al Vangelo del giorno

«Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato». La visione della storia umana, senza Cristo, rischia di apparire come un pendolo che passa da un estremismo all’altro. Dai secoli in cui il Battesimo era imposto con la forza, a oggi, in cui l’appartenenza sacramentale a Cristo viene sminuita se non azzerata. La tesi contemporanea sarebbe che siamo nati tutti buoni, tuttavia per qualcuno c’è stato il dono del Battesimo. In realtà la Parola di Dio e la sana Tradizione cristiana si esprime esattamente al contrario. Per l’umanità, è un’esigenza imprescindibile quella di ricevere i sacramenti: segni efficaci di Dio in noi. Senza Cristo, ci è impossibile salvarci da soli. Il capitolo terzo del libro della Gènesi narra, con spirito di fede e utilizzando delle immagini proprie al tempo in cui è stato scritto, una verità molto concreta: «Senza di me non potete far nulla» (Gv 15,5), dice Gesù. L’umanità senza Dio non è una vera umanità. Un futuro senza Cristo fa ricadere negli errori del passato: da chi vuole ottenere il potere con la violenza, a chi ti schiaccia con il subdolo ricatto.


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