Liturgia della domenica: 17 ottobre 2021

Liturgia della domenica: 17 ottobre 2021

gesu apostoli

Testi tratti dal Messalino “Sulla Tua Parola” settembre-ottobre 2021

29ª domenica del Tempo Ordinario (B)
1ª sett. salt.


PRIMA LETTURA

Dal libro del profeta Isaìa (Is 53,10-11)
Al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore. Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità. Parola di Dio.

Commento alla prima lettura

Chi è questo servo? Prima di prendere in esame il passo, è opportuno considerare il testo in cui è inserito il brano di Isaìa. Nei capitoli precedenti, il “servo” è riferito al popolo di Israele. Dunque, nell’Antico Testamento, il servo del Signore è da identificare con il popolo di Israele personificato come se fosse un unico individuo. Il servo di cui parla Isaìa, in questo brano, deve essere compreso come riferito al futuro re, ossia al Messia. Dio, nel suo piano di salvezza, manda il Figlio Gesù a prendere su di sé tutto il male del mondo; Gesù è il servo che si è caricato delle nostre sofferenze, che si è addossato i nostri dolori, colui che ha offerto sé stesso in sacrificio di riparazione dei nostri peccati. Oggi, a quanti vogliono seguire Gesù, viene chiesto un cammino per essere servi del Signore, chiamati al suo servizio. Siamo chiamati a combattere il male con il bene; chiamati a intercedere come Gesù, perché egli ha interceduto per noi; chiamati a dare la vita senza aspettarci nulla in cambio; chiamati a imitarlo, ad amare e servire i nostri fratelli “pagando di persona” come ha fatto lui.


SECONDA LETTURA

Dalla lettera agli Ebrei (Eb 4,14-16)
Fratelli, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno. Parola di Dio.

Commento alla seconda lettura

Abbiamo un sommo sacerdote che prende parte alle nostre debolezze. La vita non sempre è facile, dobbiamo fronteggiare battaglie, alcune delle quali ci causeranno sofferenze ed esperienze dolorose. Dobbiamo renderci conto che abbiamo un Salvatore al quale possiamo affidarci e rivolgerci al momento del bisogno. Apriamo allora il nostro cuore a Gesù, perché solo lui può aiutarci a risolvere ogni cosa; lui solo ci farà superare certi passaggi difficili; lui capisce la nostra disperazione, le nostre infermità, le nostre debolezze, perché come uomo, è stato tentato in ogni cosa senza mai peccare; lui ci ha tracciato la strada e ci dice che direzione dobbiamo prendere. Tutto questo ci deve incoraggiare perché, se seguiamo lui, stiamo percorrendo un sentiero già battuto e quindi meno faticoso. Gesù, rafforza la nostra fede e perdonaci se in certi momenti abbiamo paura del tuo sguardo e della tua Parola, perché mettono in evidenza le malattie del nostro cuore e della nostra mente. Gesù, tu che prendi parte alle nostre debolezze, guariscici in modo che possiamo riprendere a camminare con te e verso di te.


VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,35-45)
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». Parola del Signore.

Commento al Vangelo del giorno

Per capire la portata di questo brano è necessario contestualizzarlo. Gesù con i suoi discepoli sta camminando lungo la strada che porta a Gerusalemme. Durante il percorso li avverte del destino doloroso che dovrà affrontare e, con lui, coloro che lo seguono. Di fronte a questo annuncio scattano la paura e l’incoscienza. «Maestro vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo»: Giacomo e Giovanni chiedono i posti d’onore quando saranno nel regno di Dio. Non è quello che succede ancora oggi? Non siamo anche noi incoscienti? Quante volte ci rapportiamo con Dio nella stessa maniera dei due discepoli? Noi preghiamo, ma il più delle volte alla preghiera segue una richiesta: «Dio, ti prego, fa’ quello che ti ho chiesto». Insomma, quello che vogliamo è un Dio “obbediente”, un Dio che compie immediatamente la nostra volontà. Proprio il contrario della preghiera del Padre nostro: non «sia fatta la tua volontà, ma la mia». Poi, sotto sotto, aggiungiamo anche un piccolo ricatto: «Se mi vuoi veramente bene». Gesù ci spiega che se vogliamo essere “grandi” dobbiamo essere umili e servi tra di noi; perché lui non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la vita per tutti.


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Liturgia della domenica: 17 ottobre 2021

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