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Liturgia della Domenica – 30 agosto 2020

Liturgia della domenica - 30 agosto

I commenti sulla liturgia del giorno tratti dal Messalino “Sulla Tua Parola” di luglio/agosto 2020.

22ª domenica del Tempo Ordinario (A)
2ª sett. salt.


PRIMA LETTURA

Dal libro del profeta Geremìa (Ger 20,7-9)
Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre; mi hai fatto violenza e hai prevalso. Sono diventato oggetto di derisione ogni giorno; ognuno si beffa di me. Quando parlo, devo gridare, devo urlare: «Violenza! Oppressione!». Così la parola del Signore è diventata per me causa di vergogna e di scherno tutto il giorno. Mi dicevo: «Non penserò più a lui, non parlerò più nel suo nome!». Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente, trattenuto nelle mie ossa; mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo. Parola di Dio.

Commento alla prima lettura

Tutto comincia con una seduzione divina. Dio che chiama il profeta traendolo con legami di bontà e tenerezza, anche quando il contenuto del messaggio può e deve essere duro e scomodo. C’è una breve composizione di padre David Maria Turoldo, intitolata Neppure la morte: «Può certo il fuoco morire / in seno alla terra / e placarsi il mare; / può non fiorire primavera, / ma questo cuore è impossibile / che non si illuda ancora». L’illusione che il mondo cambierà non è un fuoco di magia, non è un semplice e superficiale sentimento di buonismo, ci dice il poeta in un concentrato di fede-speranza-carità cristiana. Appunto, neppure la morte, l’ultimo ostacolo, potrà estinguere il sacro furore del profeta. Una preghiera molto bella e articolata è stata intitolata: Signore, ricordati dei preti. Io oggi la piegherei invocando: Signore, ricordati dei profeti. Specialmente di quelli scomodi, ma che annunciano, magari in modo crudo, la verità di Cristo incarnato, morto e risorto, in particolare negli aspetti che tenderemmo o vorremmo dimenticare, in tutto ciò che ci scuota dalla nostra mediocrità e incoerenza.


SECONDA LETTURA

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (Rm 12,1-2)
Fratelli, vi esorto, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto. Parola di Dio.

Commento alla seconda lettura

«Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto». «Non conformatevi». Basta dormire! Basta dire: «Fanno tutti così!». Sei cristiano? Sei cattolico? Vivi come tale e non rincorrere onorificenze, ma pensa alla vera luminosità dei tuoi occhi (hai ancora il coraggio di guardarli, al mattino, anche se mezzo addormentato, allo specchio?) e trancia di netto la tua vita, fino ad arrivare a chiederti ad esempio: come gestisco i soldi (che siano tanti o pochissimi) miei e della mia famiglia? «Lasciatevi trasformare». Quanta economia, ma soprattutto quante energie sprecate solo accontentandomi di «accettarmi così come sono». Non basta. Ed è solo lo Spirito di Dio che trasforma, che ti cambia, ti ridona la bellezza originaria che era «in principio». «Rinnovatevi» prima di tutto nella mentalità, poi nei sentimenti e nelle azioni. «Discernere». Sono capace e mi faccio aiutare a distinguere il bene dal male? Il bene in senso vago dal meglio? Auguri di nuova vita!


VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16,21-27)
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni». Parola del Signore.

Commento al Vangelo del giorno

«Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: “Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai”». Pietro l’impulsivo, Pietro, il discepolo che rimprovera il Maestro. Spero che anche nella mentalità odierna sia veramente chiara la contraddizione a cui va incontro: è il Maestro che insegna, il discepolo impara. Pietro nemico della croce, che offre a Gesù l’occasione per confermare più profondamente la sapienza della croce. Una sapienza tutta divina, a cui il discepolo risponde: «Dio non voglia». Nella risposta di Gesù, all’antico «Vade retro» (Vattene indietro), è stato sostituito un più profondo e significativo «Va’ dietro a me»: un drammatico «Seguimi», vieni e seguimi. Pietro sembra amare il suo Signore e Maestro, provando a preservarlo da una morte abominevole, ma non è ciò che Dio vuole. Pietro è disposto a riconoscere Gesù come Messia, ma solo secondo le caratteristiche che lui vorrebbe. Forse, mi sono fatto anch’io un’immagine di Dio da cui non voglio che mi scardinino? Qual è il primo passo, quello di oggi, per tornare a seguire in spirito e verità il Maestro?


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